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ESAME DI STATO/ Vegetti Finzi: abuso di pillole? I giovani rovinati dalle pretese degli adulti

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Direi che andrebbe svolto un lavoro educativo anche relativamente alla capacità di far conto sulle proprie risorse piuttosto che a degli eccessi, siano essi quello di massimizzare la prestazione o quello opposto di annullare qualunque impegno e senso di responsabilità.

 

Un problema educativo, dunque.


Certamente,  sarebbe necessaria soprattutto una alleanza fra adulti, genitori e insegnanti, che dessero il vero senso degli esami non esasperando la competizione. Invece so di genitori che cadono in crisi di depressione se il figlio non arriva primo a qualsiasi competizione. Questo è sbagliatissimo, bisognerebbe dare più un senso sportivo, cioè di partecipare e di partecipare con le proprie risorse onestamente senza ricorrere a scorciatoie.

 

Non è che anche fra i giovani si sia fatto largo quell'idea che basta una pillola, una pillolina magica, idea largamente diffusa nel mondo degli adulti, per risolvere qualunque problema di sofferenza interiore?

 

Lei ha usato la parola giusta: magica. Questo residuo del pensiero magico onnipotente infantile che fa pensare che basta una pillola per risolvere tutte le questioni è purtroppo estremamente presente nella nostra società. D'altro canto molti ragazzini sono sottoposti sin dalla più tenera età a prodotti farmaceutici magari per forme di difficoltà quali la disattenzione. Quindi c'è una medicalizzazione precoce che continua anche nell'adolescenza perché è diventata una forma di  vita. 



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