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SCUOLA/ Tfa, nuovo "scherzo" di Profumo ai prof

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Mi domando: ma il ministero ha scoperto in questi giorni come funzionano le procedure amministrative? E inoltre: cosa è accaduto tra il 6 maggio (data in cui il ministro ha urgentemente avvisato il Paese dell’imminente partenza del percorso riservato) ed oggi, che ha portato a rimandare il tutto? Come si può trattare in modo così vergognoso e pressapochista la dignità di migliaia di giovani insegnanti che ogni giorno entrano in classe con passione ed impegno?

È auspicabile, ed urgente, che il ministro Profumo, con la stessa solerzia con la quale ha annunciato al Paese percorsi inesistenti, provi a rispondere alle domande e alle aspettative, da lui suscitate e insieme deluse, di migliaia di giovani che, dopo anni di studi, stanno compiendo i primi passi nel mondo del lavoro. Pieni di speranze. E di ingiusti ostacoli.

 

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COMMENTI
30/05/2012 - Le sanatorie defraudano i meritevoli 3 (Chiara Esse)

La sanatoria defrauda i candidati meritevoli, i quali, esclusi fino ad oggi dal servizio (e dediti ad occupazioni miserande), visti i meccanismi fondati sui punti, continueranno a essere esclusi a causa della protezione dei soliti. Tener conto di questo trasformerà l’Italia nel paese della ragionevolezza e dei giovani, o meglio nel Paese in cui ogni meritevole gode di eque opportunità. Chi qualifica come sfruttati i laureati non abilitati che hanno insegnato a scuola (rientra nel novero un articolo pubblicato recentemente su questa stessa testata) ha smarrito il senso del pudore e della realtà: per capire che cosa sia oggi in Italia lo “sfruttamento” dovrebbe raccogliere qualche storia di vita vissuta tra candidati iperqualificati al Tfa sprovvisti dell'unica tipologia di servizio valutato dallo Stato. L'accesso al Tfa è viziato da attribuzioni di punti estranee, mentre si dovrebbe valutare soltanto l'idoneità ad intraprendere il percorso abilitante, demandando ulteriori e più raffinate ed articolate valutazioni a successive verifiche, già previste (esami in itinere e di abilitazione, concorsi. Tra i laureati con servizio c’è anche chi senza la possibilità di accedere allo stesso senza alcun merito (e verosimilmente con danno degli studenti) oggi si dedicherebbe a chissà che cosa e, privo del vantaggio iniziale riconosciuto ingiustamente dal DM 249, non potrebbe nutrire alcuna speranza di piazzarsi in posizione utile per entrare.

 
30/05/2012 - Le sanatorie defraudano i meritevoli 2 (Chiara Esse)

L’equità sarebbe garantita se lo Stato, banditi i bizantinismi (numero chiuso e dote punti iniqua rendono aleatoria la selezione, facendola dipendere dalla tornata, dalla sede e dal numero dei concorrenti privilegiati, conculcando il merito del singolo candidato) e fissata - come è giusto - la soglia in alto, chiedesse a tutti gli aspiranti di raggiungerla. Una volta che si è stabilito che per abilitarsi insegnanti è indispensabile un determinato livello, non c’è una sola ragione al mondo per cui qualcuno possa pretendere di vederselo certificato senza dimostrarlo. Se il livello non conta e se bastano i titoli (laurea e requisiti), allora si contesti il senso stesso dell’abilitazione e il connesso ruolo dello Stato. Ma se anche fosse così (personalmente sono contraria, perché le lauree sono eterogenee e nelle scuole vi sono insegnanti, abilitati e non, inadeguati anche dal punto di vista disciplinare), dovrebbe valere per tutti: se l’abilitazione è un pezzo di carta privo di significato, la si abolisca e si preveda l’acceso diretto ai concorsi per tutti gli aventi diritto. Un alto profilo culturale è una condizione non sufficiente ma necessaria di autorevolezza dell’insegnante. Per garantirlo, occorre verificarlo. Non si può chiedere allo Stato di certificare il falso, ovvero di dichiarare idoneo chi è stato inspiegabilmente sottratto alle prove.

 
30/05/2012 - Le sanatorie defraudano i meritevoli 1 (Chiara Esse)

L’Italia diventerebbe il paese della ragionevolezza e dei giovani in virtù di un’indegna sanatoria, ingiustificabile da ogni punto di vista? Le sanatorie sono il male dell’Italia e defraudano i meritevoli. Ora, nessuno tra gli aspiranti all’abilitazione ha mai superato prove di accesso all’insegnamento di carattere disciplinare. L’esame di abilitazione è di tutt’altra natura. L’esperienza vantata, mai valutata dallo Sato potrà al massimo implicare una riduzione del tirocinio. Lo Stato ha stabilito una soglia per conseguire l’abilitazione: o vale per tutti o non vale per nessuno. Il servizio può essere prestato da soggetti assolutamente inadeguati da ogni punto di vista (culturale, didattico, umano) e, come è noto, si verificano anche fenomeni di illegalità, incentivati dalle italiche sanatorie. Il servizio non ha assolutamente nulla a che vedere con le prove di accesso. Perché mai qualcuno dovrebbe dimostrare di essere bravo e qualcun altro dovrebbe bypassare le prove? Dati gli iniqui meccanismi di accesso al Tfa hanno ragione di protestare solo coloro che non hanno accumulato punti di servizio, pur essendo magari bravissimi e pur avendo maturato esperienze significative ma non computate dallo Stato. Quelli che vorrebbero tutto gratis partiranno con un vantaggio a sua volta inspiegabile e fattore di iniquità. Eppure a loro non basta ancora.