BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Sostituire i prof, se il pc fa il "suo" lavoro. La replica della Fondazione Agnelli

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Se avessimo una macchina in grado di decifrare il linguaggio umano non in termini di suono, ma di sintassi, avremmo una macchina che in potenza parla come un uomo. È questo sì che è un idolum buono per la fantascienza. No: tutta l’analisi, ovvero tutte le domande che Cicero pone allo studente sono state pensate da un autore, da un uomo in carne e ossa (e cervello). E non da un autore qualsiasi. In questo il ruolo della Fondazione Agnelli e dell’Ansas – due istituzioni di ricerca molto diverse, ma che in comune hanno l’impegno di lunga data per dare nuovo valore alla professione docente – è stato cruciale: gli autori di Cicero sono tutti docenti di licei italiani. Docenti qualificati che hanno “curato” le versioni e poi le hanno sperimentate con i loro studenti, con risultati molto incoraggianti (a loro, che la macchina non solo l’hanno provata ma hanno contribuito a farla vivere, va tutta la gratitudine del nostro gruppo di ricerca e delle due istituzioni che hanno accompagnato il progetto).

Ma anche la fase di correzione non ha nulla dell’arida “meccanizzazione” che si paventa. Cicero è un progetto di ispirazione wiki, pensato cioè per far crescere costantemente il proprio database grazie alla collaborazione di chi lo usa tutti i giorni per integrare la propria attività didattica. I docenti che hanno curato le versioni hanno infatti ipotizzato un numero notevole, ma comunque limitato di traducenti per ogni item lessicale, cioè per ogni parola o sintagma che realizza una traduzione. Poiché sappiamo che il numero di realizzazioni possibili non è infinito, ma è sicuramente alto (con sfumature di registro e di stile altrettanto variegate), abbiamo pensato il programma in modo tale che, dato un testo latino, non una ma molteplici traduzioni fossero possibili. O meglio, tutte le traduzioni che in primis i curatori (docenti) ritenevano giuste, e, in seconda istanza, tutte le traduzioni che, non ritenute idonee da Cicero perché assenti dal suo database, altri docenti riterranno giuste e potranno dunque aggiungere al suo database (su un livello distinto che consente alla redazione, in fase di integrazione, di verificare la bontà dei traducenti ed eventualmente estenderli a tutti gli utenti).

Detto altrimenti, la piccola rivoluzione di Cicero non è sostituirsi al docente nella correzione, ma accelerarne il lavoro indicandogli ciò che lui reputa giusto perché altri docenti l’hanno considerato tale, e ciò su cui invece sospende il giudizio rimettendosi a quello del docente. Sarà quest’ultimo a rivedere la precorrezione, o (più probabilmente) a integrarla con nuovi traducenti, che da quel momento in poi faranno parte integrante del patrimonio di sapere del tutor (stiamo pensando a un meccanismo di ranking che indichi immediatamente al docente le nuove traduzioni condivise dal maggior numero di docenti, in modo che si possa orientare più agevolmente nella scelta). 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >