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SCUOLA/ Sostituire i prof, se il pc fa il "suo" lavoro. La replica della Fondazione Agnelli

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Ecco perché, per concludere, il ruolo del docente in Cicero è non solo importante, bensì cruciale. Primo perché più docenti lo usano, meno, in proporzione, è il tempo che gli altri dovranno dedicare alla singola correzione. Secondo, perché la valutazione spetta sempre e soltanto al docente, il quale d’altra parte riceve da Cicero ben otto feedback indicizzati riguardo al lavoro dello studente (quantità di verbi e di altri elementi non verbali correttamente individuati, numero medio di tentativi per ciascuna categoria, numero di elementi corretti a livello verbale e non verbale, a loro volta suddivisi per morfologia e lessico). Terzo, e ultimo, perché solo docenti e studenti, adottandolo nella pratica didattica di tutti giorni, sapranno dirci che cosa possiamo migliorare, come sviluppare meglio il “cuore” della macchina per renderla sempre più ricettiva nei confronti delle loro esigenze. Coloro che hanno partecipato alla sperimentazione in otto licei di tutti Italia hanno fatto questo lavoro con una dedizione che fa onore alla scuola italiana.

Iscriversi gratuitamente al programma è semplice, basta andare sul sito www.cicerolatintutor.it, cliccare sul login e seguire la procedura di registrazione (un tutorial video nella pagina “Supporto” mostra tutti i passaggi). E forse anche per questo, se confrontati con le nostre previsioni, i numeri della seconda fase della sperimentazione, iniziata la scorsa settimana, sono a dir poco sbalorditivi.  In meno di cinque giorni si sono iscritti al programma 200 docenti di tutta Italia, dal Piemonte alle Isole. Gli studenti iscritti sono più di 2mila, e la classe Certamina, che abbiamo creato apposta per coloro che non hanno ancora la possibilità di appoggiarsi a un docente sono più di 600! Senza contare le oltre 7mila demo provate da curiosi e appassionati sparsi per lo Stivale. Per una materia a diffusione tutto sommato ristretta quale il latino – peraltro penalizzata ultimamente da una programmazione ministeriale certo discutibile – sono numeri da capogiro. Docenti di tutta Italia si offrono di implementare nuove versioni (vorremmo avere più risorse per rispondere a tutti!), e ci sono genitori che, ben lungi da sceglierlo come sostituto alla lezioni private, si informano per proporne l’integrazione nell’attività didattica della scuola dei propri figli.

Cicero è un progetto impegnativo che non risparmia fatiche a nessuno di coloro che lo usano, in primis ai docenti, ma potrebbe rappresentare un valido supporto al difficile compito che giornalmente, specie su una materia come il latino, si presenta loro davanti. Non so se queste fatiche siano gli idola di cui parla l’articolo che ha suscitato questo mio, a mo’ di risposta: se lo fossero, sarei felice di appartenere a coloro che, baconianamente, cercano di liberarsene tenendo fermo lo sguardo sul reale, sperimentando e tracciando, dati alla mano, le trasformazioni che volenti o nolenti la scuola ci richiede oggi.

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