BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Cronaca di una prova Invalsi tra strategie, sabotaggi e protocolli

Pubblicazione:

Foto: Fotolia  Foto: Fotolia

Sono uno dei tanti “responsabili della valutazione” in una scuola secondaria di II grado. Ovviamente sono stato coinvolto – e lo sono tuttora - nella rilevazione Invalsi. Ogni esperienza è particolare, ma forse vale la pena, anche ai non addetti ai lavori, sapere cosa vuol dire affrontare una tale prova dal punto di vista “pratico”.

A novembre ho comunicato al Collegio docenti la data della rilevazione per le 15 seconde del nostro Istituto e l’ho fatto scrivere in una circolare: 8 maggio 2012. Lo scopo era evitare che nella stessa data si fissassero giornate sportive, impegni vari, verifiche. Non che un docente debba ricordarsi da novembre a maggio, ovviamente, ma almeno io posso rispondere, col sorriso, “guarda mi spiace, ma come dice la circolare, era già stato comunicato, quindi mi sa che devi spostare la data tu, non potendo chiedere io lo spostamento a livello nazionale...”). La strategia è perfetta. Peccato che un mesetto prima arriva dall’Invalsi il contrordine compagni: ci sono le amministrative, si sposta la prova al 15 maggio. Panico: sicuramente qualche seconda ha già qualche altro impegno. Provvedo a testare il terreno e sto per chiedere una nuova circolare. Per fortuna talvolta la lentezza organizzativa aiuta: infatti dopo pochi giorni arriva un altro messaggio dall’Invalsi: non il 15 maggio, ma il 16 maggio. Perché? Boh, ma adeguatevi. A me va molto bene: proprio nel precedente collegio avevamo spostato la Giornata sportiva del biennio, fissata da novembre, dal 15 al 23 maggio... A questo punto la Circolare blocca il 16 maggio per le prove Invalsi.

Giro allora per tutte le seconde, spiegando agli studenti cosa sono le prove e rispondendo alle loro domande. È importante creare un clima di corretta informazione e non rinuncio mai ad impegnare un 2-3 ore per questo lavoro.

Una delle consolazioni è che quest’anno non siamo scuola campione, quindi non dovremo gestire anche due osservatori esterni, con correzione obbligatoria pomeridiana e precettazione di due docenti di italiano e matematica per valutare la correttezza delle risposte aperte.

Contestazioni particolari da parte dei docenti non ne sentivo, anche se il clima era sempre di velata diffidenza, ma un mese prima del 16 maggio trovo nella Conference dei docenti dell’Istituto una mail con queste delicate affermazioni:

“...In Italia, approfittando della crisi e accampando la scusa delle richieste europee, sia il governo Berlusconi che il governo Monti hanno deciso di smantellare un sistema scolastico giudicato oneroso perché pensato per accogliere tutti e offrire a tutti i giovani opportunità di incontro e di crescita, e sancire l'espulsione dalla scuola di proletari, sottoproletari, immigrati, diversamente abili o di relegarli in strutture poco costose, deprivate di cure ... Di questa operazione i test Invalsi sono il necessario compendio... Alcuni suggerimenti pratici, che possono essere adottati a tale scopo:  lavoratori:

- dichiararsi indisponibili alla somministrazione, alla correzione e alla gestione amministrativa delle prove: attività ordinaria non vuol dire necessariamente obbligatoria...

- durante la somministrazione delle prove comunicare agli studenti le risposte esatte, permettere che possano copiare oppure eseguire con loro le prove,

- durante la correzione fare in modo che per tutte le prove risulti la stessa valutazione;

genitori e studenti:

- rifiutare la compilazione della scheda con dati sensibili

- non andare/non mandare i figli a scuola il giorno delle prove”.

La firma era “Area programmatica – La Cgil che vogliamo nella Flc Milano”.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
31/05/2012 - prove Invalsi (Stefano De Stefano)

Dopo aver letto di un'esperienza del genere, sentir parlare di persone che "ideologicamente" si schierano contro le prove Invalsi mi fa un po' sorridere. Dunque noi docenti dovremmo sopportare tutto: i nostri voti, notoriamente, non sono oggettivi, non servono a valutare competenze e conoscenze dei nostri allievi; noi non saremmo capaci di confrontarci tra professionisti (e di che?) per modulare i nostri interventi e le nostre valutazioni: ognuno di noi è come una monade, no?, senza porte e finestre! E infine, visto che non abbiamo proprio niente da fare, è pure giusto che ci dicano le cose all'ultimo minuto, tanto siamo sempre pronti, come servetti/cagnolini con la lingua di fuori, disposti a correre da una parte all'altra pur di sentirci dire "bravo!" dal dirigente o dall'esaminatore di turno! Caro collega, non so se te ne sei accorto, ma siamo proprio alla frutta: se tutti facessimo come te, domani stesso saremmo rimpiazzati da macchine "sputatest" e "limbook programmatrici/valutatrici" con gli alunni ridotti a patetici replicanti. Non temere, capisco le tue illusioni, ma sei ancora in tempo a ricrederti, per il bene degli studenti e dell'istruzione pubblica. Auguri!