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SCUOLA/ Profumo cambia le "carte" del Tfa ma il Regolamento lo smentisce

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Il ministro Profumo a proposito delle procedure del Tfa (Tirocinio formativo attivo) aperte proprio in questi giorni per quanto riguarda l’iscrizione al primo test nazionale di selezione, previsto tra il 6 e il 31 luglio, ha dichiarato al Corriere della Sera che gli insegnanti non abilitati che abbiano svolto 360 giorni di servizio “non dovranno sostenere alcuna prova preselettiva, non ci saranno selezioni di ingresso per loro, perché sono persone che nella realtà il tirocinio l’hanno già fatto. Finito il corso, come tutti gli altri tirocinanti, dovranno superare la prova finale. E con questo sistemiamo una delicata questione che si è creata dopo la chiusura delle vecchie scuole di specializzazione”.

Si tratta di un’affermazione impegnativa, sulla quale vorremmo spendere alcune parole per risalire dal dato tecnico (a quanto è dato di conoscere) alle ragioni culturali e politiche proprie di passaggi di questo genere.

La situazione dei docenti non abilitati in servizio da diversi anni nelle scuole statali e paritarie poteva essere già stata sanata in precedenza. Considerato il tempo tecnico necessario dal punto di vista legislativo, non riteniamo possibile modificare ora, nel poco tempo disponibile di qui al 4 giugno (termine per le iscrizioni alle prove di selezione), il Regolamento sulla formazione iniziale (DM n. 249/2010), che disciplina il Tfa transitorio e che campeggia tra i documenti di riferimento di chi si iscrive alle prove di selezione tramite la piattaforma informatica predisposta appositamente dal Cineca. All’articolo 15 del suddetto DM si legge (comma 17) che “coloro che hanno superato l’esame di ammissione alle scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario, che si sono iscritti e hanno in seguito sospeso la frequenza delle stesse conseguono l’abilitazione per le classi di concorso per le quali era stata effettuata l’iscrizione attraverso il compimento del tirocinio formativo attivo di cui all’articolo 10 senza dover sostenere l’esame di ammissione e con il riconoscimento degli eventuali crediti acquisiti”. 

Si tratta appunto di coloro che avevano già superato le prove per accedere alle vecchie Ssis. Basta, non c’è altro canale preferenziale di accesso: forse poteva essere previsto per coloro che hanno accumulato diversi anni di servizio, ma sulla base della normativa esistente scorciatoie non se ne vedono, tanto più che il servizio prestato è comunque riconosciuto come uno dei titoli valutabili ai fini della formazione della graduatoria complessiva per l’accesso al Tfa (art. 15, comma 13 del DM n. 249/2010). Introdurre modifiche in tal senso, con un canale preferenziale a favore di chi può vantare un certo numero di anni di servizio, significherebbe oggi innescare un’inutile turbativa rispetto a coloro che stanno preparando le prove, che si sono già iscritti, che potrebbero maturare inutili aspettative.  



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COMMENTI
10/05/2012 - Non è una guerra (2) (Chiarafrancesca Rigo)

... tra chi è pronto a scattare sui blocchi di partenza e chi sta percorrendo una maratona, tra chi ricorda tante formule e chi ha sperimentato tante metodologie per insegnarle... C'è una distanza ormai, che avvantaggerà velocisti o maratoneti a seconda del metro che si deciderà di usare. E giustamente nessuno va penalizzato. E allora occorrerà utilizzare metri diversi, per dare ad ognuno la possibilità di esprimere il meglio delle proprie potenzialità/competenze acquisite. Non si possono buttare generazioni intere al macero, nè le nuove, nè le vecchie. Il nascente TFA sembra essere tagliato per i velocisti, ma anche i maratoneti hanno qualcosa da dire. Mi pare corretto pensare anche a loro, che tutto sommato non stanno sbraitanto per chiedere test preselettivi dove si parli più di metodologie, relazioni, strategie, piuttosto che di nozioni, anche se ciò li avvantaggerebbe. Perchè non è una guerra. Nessuno dovrebbe pagare per il gap generazionale ed esperienziale che si è creato, a causa di una deficienza pluriennale del sistema italiano di reclutamento. Occorre riportare equilibrio nello squilibrio. Sarà difficile, i danni subiti in questi anni avranno comunque delle ripercussioni, ma occorre fare del proprio meglio e ricordarci tutti che non siamo solo degli individui, ma siamo una comunità, ognuno di noi è interconnesso con gli altri individui della comunità ed il benessere collettivo (in senso ampio) giova ad ogni singolo individuo. Non è una guerra, non è una guerra.

 
10/05/2012 - Non è una guerra (Chiarafrancesca Rigo)

Carissima neo-laureata, sono certa che il test che verrà somministrato agli aspiranti TFA, sarà particolarmente adatto a chi è fresco di "nozioni". Vorrei ricordare che ciò non è in relazione diretta con le "competenze". Posso avere più difficoltà a ricordare le equazioni differenziali che non uso da tempo e non ho mai insegnato, e la stessa cosa succederà a te, tra qualche anno di insegnamento, per quelle nozioni sulle quali non concentrerai più la tua attenzione, mentre sari sicuramente più abile nel trasferire i contenuti adatti all'età dei tuoi allievi e, soprattutto, a stimolare in loro lo sviluppo di competenze. Ci troviamo soltanti in momenti diversi del nostro percorso formativo-professionale, ma purtroppo con la stessa esigenza di abilitazione, e non per colpa o merito nostro, ma per colpa di un gap di anni, cagionato dal Ministero, che non ha dato continuità ai percorsi abilitativi. Ora per riportare un po' di equilibrio, occorre recuperare almeno qualcosa, riconoscendo forse un diverso punto di partenza, tra chi si accinge ora per la prima volta a tentare la prospettiva dell'insegnamento e chi da un tempo non trascurabile si è dedicato alla professione; tra chi è gioioso di aver imparato tante cose all'università e non vede l'ora di dimostrarle in un test e chi è orgoglioso di aver appreso, come garzone di bottega, come si insegna, e non vede l'ora di dimostrarlo. Non ne farei davvero una assurda guerra tra "giovani" e "vecchi", ... (continua)

 
09/05/2012 - Cara Annamaria (Giuditta Zola)

e cari giovani laureati, non abbiate paura, la prova di accesso al Tfa è fatta su misura per voi. Quanto a noi “lavoratori fraudolenti”, la vita non fa sconti a nessuno: se siamo solo dei praticoni ignoranti, saremo messi alla prova da un percorso formativo e da un esame finale e, se anche dovessimo passare tale prova immeritevolmente o fortunosamente, non saremo automaticamente immessi in ruolo perché dovremo affrontare le procedure concorsuali. Il provvedimento di Profumo avrebbe come unico effetto su di voi quello di ridurre la concorrenza e di aumentare le probabilità di accedere al tirocinio.

 
08/05/2012 - qual è il problema? (Massimo Costenaro)

Diesse, qual è il problema? È vero, si poteva arrivare alla stessa soluzione in tempi e modalità differenti. Non ci si è riusciti. Ora si ottiene lo stesso risultato con un provvedimento sbrigativo che va a complicare UNICAMENTE le procedure. Non dimentichiamo che le abilitazioni di coloro che SONO GIÀ INSEGNANTI non significano automaticamente l’immissione in ruolo nelle scuole statali poiché questa è subordinata al concorso ordinario per l’ingresso in graduatoria. Dunque qual è il problema? Il metodo? Quando ci si incattivisce sul metodo vuol dire che si sono persi di vista i contenuti. Ripigliatevi “ragazzi” e non fate i capricci.

 
08/05/2012 - Dimostrare competenza (Annamaria Raiti)

Queste notizie non possono che gettare nello sconforto i giovani laureati che o non hanno mai lavorato o lo hanno fatto poco solo per questioni anagrafiche. I bandi delle Università presentati in questi giorni mi erano sembrati abbastanza giusti perchè concedevano a chi ha lavorato nella scuola un surplus di punteggio che gli altri non hanno, ma ciò solo dopo aver superato una legittima prova. Chi può escludere, infatti, che un qualsiasi insegnante reclutato dalla terza fascia possieda anche le competenze per insegnare? Quindi sarebbe doveroso da parte del Ministero vagliare prima le conoscenze degli aspiranti insegnanti e poi, in caso di idoneità, operare degli eventuali sconti a chi il tirocinio lo ha già fatto lavorando. In sintesi ribadisco: tutti devono essere esaminati!

 
08/05/2012 - Il Ministro formalizzi le variazioni annunciate (Chiarafrancesca Rigo)

Gentile dott. Foschi, anch'io come tanti colleghi insegno dal 2008, senza aver mai avuto la possibilità di "abilitarmi", per la professione che svolgo. Già la contraddizione insita in tale situazione dovrebbe già suscitare non poche perplessità. In ogno caso credo che il cambiamento di rotta annunciato dal Ministro Profumo, vada finalmente nella direzione giusta, quella di riconoscere quanto accaduto e maturato dai docenti in questo lungo periodo di assenza di alternative. Non è moralmente accettabile trasformare un'intera generazione di insegnanti in agnelli sacrificali. E' così che al momento siamo trattati. Mi auguro quindi che il Ministro Profumo dia rapidamente seguito alle variazioni annunciate con un provvedimento formale. Il risultato non sarà mai perfetto, ma credo sia meglio cambiare in corsa un provvedimento iniquo che lasciarlo così com'è. I TFA erano stati tanto attesi e tanto invocati e forse si poteva aspettare qualche giorno in più, per evitare correzioni in itinere, ma finchè è possibile correggere errori/orrori ed iniquità meglio farlo, no?

 
07/05/2012 - Una nuova solidarietà (Gianni MEREGHETTI)

Sì, basta con l'ideologia, basta con le false promesse, mettiamo in campo una nuova e più efficace solidarietà. E' tempo di una compagnia tra insegnanti che condivida il bisogno e che sostenga nel viverlo, questo urge nel difficile momento che stiamo attraversando e che la scuola soffre più di tanti altri ambiti. L'ideologia lascia spazio ad un individualismo sfrenato, oggi invece c'è bisogno di guardarci per il bisogno che ognuno porta fino a dare la vita per il bene dell'altro. Tfa, reclutamento, scuole statali e scuole paritarie, autonomia, dirigenti e professori, è tempo che ognuno tenda la mano all'altro e lo tragga verso nuove e più sicure prospettive di lavoro, di professionalità, di impegno educativo. C'è spazio per crearla questa nuova solidarietà, basta decidere di guardare all'altro e di portare con lui il bisogno che ha.

 
07/05/2012 - Basta ideologia! (J Papagni)

Sottoscrivo gli interventi precedenti. Basta con l'ideologia priva di aggancio con la realtà. Siamo in tanti, insegno dal 2008 con passione e soddisfazione, mai avuta la possibilità di abilitarmi, 5 figli, il mio stipendio serve! Ormai le paritarie non sanno più come rinnovare i contratti, abbiamo proroga ancora per un anno. Le inutili aspettative sono già nei numeri dati dal ministero. Sono molto delusa ed irritata dalla posizione tenuta negli ultimi mesi da Diesse (che tra l'altro ha intascato anche i miei soldi per i corsi di preparazione al TFA). Sembra recitino tutti lo stesso copione.

 
07/05/2012 - Siamo alla frutta! (Gianni MEREGHETTI)

Quello che ha detto il ministro Profumo evidenzia la confusione che c'è in certi supposti tecnici che dovrebbero rendersi conto della realtà prima di parlare e di decidere. Il TFA è sempre più incasinato, questa è la realtà, la proposta più ragionevole rimane quella che Foschi faceva all'inizio di questa vicenda, che a tutti deve essere dato il diritto di abilitarsi! La selezione non è sull'abilitazione, ma sul reclutamento, è lì che le scuole devono poter decidere chi assumere. Invece questo sistema che è stato varato fa solo caos, obbligando a concorrere per abilitarsi, assurdo! E ancor più assurdo che un ministro giochi sulla pelle delle persone decidendo delle cose e dicendone altre. Sono disgustato, non si prendono in giro i giovani così!

 
07/05/2012 - Ciò che dite non giova a nessuno (Valentina Di Pietro)

Qui l'"inutile turbativa" la genera soltanto la vostra posizione rigida e legalista, lontana dalle esigenze e dai bisogni della nostra categoria e della scuola italiana. Sa, sig. Foschi, ho sentito tra ieri e oggi almeno 20 persone che proveranno i TFA. Nessuno era turbato, erano invece tutti LIBERATI. Sa perché? Chi ha insegnato in questi ultimi 5 anni, investendo sulla scuola nonostante le precarietà e le incertezze, sente finalmente riconosciuto il proprio lavoro: qualcuno, con famiglia figli e mille problematiche, ha versato lacrime di commozione, grato che gli siano stati risparmiati tripli salti mortali e giochi ad incastro rocamboleschi per fare un tirocinio che esiste già "ipso facto". Chi insegna da 1 o 2 anni non è costretto a concorrere (a volte per 10 posti scarsi) con gente che conosce ormai a memoria i programmi e avrebbe caricato decine di punti di titoli di servizio sorpassandoli da destra e da sinistra. Pensi, quest'ultima categoria di persone non sente di essere oggetto di sopruso, ma sente il concorso molto più EQUO e ha la speranza di avere qualche chances in più. Siete lontani anni luce dalla categoria che vorreste, in qualche modo, interpretare o rappresentare. A chi giova quello che, legalisticamente, affermate? A NESSUNO. Noi ci auguriamo che non siano legalismo e burocrazia a fermare questa ventata di realismo che ha soffiato sul Ministero dell'Istruzione. Da un'insegnante di una scuola paritaria.

 
07/05/2012 - tfa (stefano mantovani)

Io appoggio il ministro Profumo, anche se, mi dicono, la sua sia stata un'uscita un tantino capziosa. Quella di tener conto effettivamente e non solo sulla carta degli anni di lavoro svolti come insegnante per poter accedere direttamente al tfa, mi sembra una posizione realista che si preoccupa di chi come me lavora già da diversi anni e si deve ancora umiliare a sbarrare caselle o mettere crocette in un test preselettivo in cui la componente "c" è determinante. I sindacati, le associazioni ci dicono studiate sapendo benissimo della presa in giro che ci stanno propinando e magari organizzano o hanno già organizzato qualche corso preparatorio, ovviamente a pagamento. E noi paghiamo! Paghiamo in continuazione, paghiamo perchè ci sono persone che non vogliono vedere per difendere gli interessi propri, paghiamo perchè ci sono persone che si sono dimenticate che la realtà non è l'idea che si ha di essa. Per una volta un ministro ha guardato sulla terra, almeno appoggiamolo, diciamogli si va bene adesso vai fino in fondo fallo sto decreto! No foschi?

 
07/05/2012 - SE NON ORA QUANDO? (Paola Donato)

Ma io dico, è possibile che lei non si renda conto che ci sono persone che insegnano da anni spesso con incarichi da coordinatori (perciò fino ad ora siamo andati bene per insegnare!) che non sono abilitate. E adesso, con figli da mantenere, spesso sopra i 40 anni, dobbiamo andare a fare un esame con i neo-laureati per poi svolgere un tirocinio che già stiamo facendo (dato che già insegnamo!). Lei crede che la maggior parte di noi passerebbe un esame su argomenti che mai vengono insegnati a scuola e che perciò da 10 anni a questa parte non abbiamo più avuto modo di studiare? Allora forse è l'aspetto didattico che andrebbe testato e non la conoscenza di "tutta la storia dell'arte dalla preistoria ai giorni nostri con elementi di stratrigrafia". E lei dice che non è questo il momento: MA SE NON ORA QUANDO! Noi rappresentiamo, in questo schifo di Paese, l'angoscia di famiglie che sono da anni in balia della precarietà... ma dove vivete!!

 
07/05/2012 - TFA (Maria Parenti)

Concordo pienamente con il commento scritto da Giuditta Zola all'articolo del signor Foschi. Mi sembra giusto considerare in modo più significativo (rispetto a quanto previsto nel decreto del TFA) il servizio prestato con profitto per anni nella scuola. Profumo non ha cambiato le carte ha solo tenuto conto di tutti i fattori in gioco. Considerare poco o nulla il lavoro svolto nella scuola per almeno tre anni, è profondamente ingiusto.

 
07/05/2012 - ma per favore! (stefano mantovani)

Foschi hai perso una buona occasione per stare zitto. Dopo una e dico una cosa giusta che dice un ministro della pubblica istruzione, tu cosa fai? gli dai addosso. Strano!?!? Io sto insegnando senza abilitazione da cinque anni (anzi da dieci, visto che i primi cinqui li ho trascorsi nella formazione professionale), ho tre figli. Quando non passerò il test d'ingresso per il tfa, verrai tu a consolarmi? Anzi dimmi dove abiti che vengo io a farmi consolare, ma dovrai essere bravo e coraggioso. Dai, questa volta hai sbagliato di grosso. Io credo sia una decisione ragionevole quella del ministro, finalmente uno che per una volta ha guardato in basso, la realtà concreta di persone che stanno già insegnando da anni!

 
07/05/2012 - Tfa (Giuditta Zola)

Eh no! Finalmente riaffiora una ragionevolezza politica e umana e il commento è che non è il momento? Forse invece che studiare da mane a sera i sistemi ed il loro funzionamento, bisognerebbe osservare meglio la realtà, partendo dalla consapevolezza che non esistono sistemi perfetti. Il problema è la legge scritta? Antigone insegna che c’è una legge non scritta alla quale la legge scritta deve sottostare. Infine, sarà complicato? Bene, meglio complicarsi la vita per una decisione giusta piuttosto che per una procedura che non tiene conto di anni di lavoro. Poteva essere presa prima? Meglio tardi che mai. Non è il momento? In fondo anche il sabato non era il giorno adatto per fare i miracoli. Giuditta, insegnante in cerca di licenza.