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SCUOLA/ Quei prof soprannumerari che "affamano" i precari

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(Immagine d'archivio)  (Immagine d'archivio)

Credo che tutti possano immaginare che non sia possibile condensare in qualche mese di attività in parte in presenza e in parte davanti al pc tutte le esperienze e le informazioni che si possono maturare in 3 anni di formazione specifica, tirocinio vero, oltre alla laurea. E poi la laurea vale ancora qualcosa? Un laureato in economia e commercio, giurisprudenza, ingegneria, vale veramente quanto un diplomato odontotecnico? Voi, genitori, a chi affidereste un vostro figlio in situazione di handicap? E poi perché non si dividono questi nuovi specializzandi in tutti gli ambiti disciplinari, ma li si concentra tutti nell’ambito professionale? I precari di quest’ambito perderebbero ogni lontana speranza di lavorare.

Esistono tanti docenti di economia, diritto, costruzioni, topografia, elettrotecnica che dispongono di lauree ed esperienze lavorative molto facilmente spendibili in altre branche dell’Amministrazione pubblica. Perché non deve essergli permesso di spostarsi alla Asl, al Comune, alla Provincia, all’Inps solo per fare qualche esempio. Anche tanti diplomati potrebbero lavorare in altre amministrazioni come geometri, analisti di laboratorio, periti agrari, se non hanno più posto a scuola. Oppure spostarsi nella formazione professionale regionale mantenendo il contratto equivalente al passato. Eppure, chi ci ha provato sa che non diciamo bugie, è quasi impossibile avere il nullaosta degli Uffici scolastici regionali per spostarsi in altre amministrazioni che, per procedura di mobilità intercompartimentale, cercassero impiegati e funzionari.

Preso atto del valore professionale non lusinghiero che l’Amministrazione sembra assegnare al docente di sostegno, la decisione ha comunque una conseguenza molto pesante. I posti che sarebbero assegnati ai soprannumerari riconvertiti, anche prima del conseguimento della specializzazione di riconversione, non sono per niente vacanti. Sono occupati da docenti precari che, loro sì, hanno fatto tutto il percorso di 7-8 anni prima di potersi iscrivere in una graduatoria degli insegnanti di sostegno e sottoscrivere un contratto di lavoro, solo a tempo determinato nella gran maggioranza dei casi.

Ecco cosa sono i precari. Tappabuchi, svolgono il loro lavoro con passione e illusione, sinché non arriva qualcuno a portargli via il posto e la speranza. Costretti a formarsi in faticosi, lunghi e costosi percorsi universitari che poi vengono bypassati con nonchalance, come fossero inutili.

Il precariato pernicioso che affligge la scuola italiana e i suoi insegnanti dovrebbe essere una piccolissima, residuale, percentuale e invece è massiccio con migliaia di lavoratori mortificati. Questi lavoratori non hanno diritti, non ottengono neanche il credito per comprare un frigorifero a rate. Meglio non pensare al livello delle loro future pensioni, tra disoccupazione estiva e anni senza incarico.

Non si può rubare la speranza ad un precario per tenere in servizio a scuola, senza valutare altre soluzioni comunque garantiste, un docente di ruolo soprannumerario. A distanza di oltre 60 anni dall’entrata in vigore della Costituzione sarebbe ora che tutti i lavoratori avessero gli stessi diritti, possibilmente i più alti, ma comunque uguali per tutti. O tutti in piedi, o tutti seduti.

 



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COMMENTI
08/05/2012 - Effetti collaterali dei tagli della giovane (Franco Labella)

scrittrice di favole. Sottoscrivo tutto quello che ha scritto Pinna avendone, peraltro, scritto anch'io da qualche altra parte. Il commento di Pascuzzi ha il pregio di riportare il discorso ab origine che è poi la spiegazione della valanga di commenti negativi che ha sommerso l'ultimo Foschi sul TFA. Perchè dovrei, da docente di Diritto ed Economia, "riciclarmi" a fare male il docente di sostegno? A chi gioverebbe? Non certamente agli studenti disabili. Non sono cavie. Sono essere umani che hanno diritto a non sperimentare "dilettanti allo sbaraglio". Non siamo alla Corrida... Come il sottoscritto che come migliaia di altri colleghi ha avuto la sfortuna di incappare nella giovane scrittrice di favole e nei suoi consiglieri competenti quanto l'avvocatessa abilitata in Calabria. Quanto ci vuole per introdurre, oltre a competenza e merito, ragionevolezza e rispetto delle persone? Altro che l'Educazione finanziaria affidata alle banche, altra perla gelminiana... Ministro Profumo, batta un colpo... Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia Ps: per il titolista: stavolta è stato decisamente infelice... sarei anche un affamatore di precari dopo che corro il rischio del licenziamento. Ma ci facci il piacere... avrebbe detto il Principe De Curtis

 
07/05/2012 - titolo fasullo per coprire ministro precedente? (Vincenzo Pascuzzi)

Considerazioni condivisibili. Titolo errato e fuorviante. Forse serve a coprire le responsabilità del governo e ministro precedenti?