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SCUOLA/ Tfa, Scrima (Cisl): o il reclutamento, o i tribunali...

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Non sono peraltro ancora del tutto chiariti molti aspetti, a partire da quello – fondamentale – dei criteri in base ai quali individuare i requisiti di servizio utili ad accedere ai corsi (solo nella classe di concorso per cui ci si abilita o cumulando anche servizi diversi?), o dell’incognita che tuttora grava sull’attuazione dei percorsi per i docenti della scuola primaria e dell’infanzia, con la controversa questione del valore da riconoscere ai diplomi (a nostro avviso di per sé abilitanti) rilasciati dai soppressi istituti e scuole magistrali fino all’ a.s. 2001/02. Questioni delicate e complesse, su cui prosegue la discussione al tavolo di confronto tra MIUR e sindacati.

Come si diceva all’inizio, è tuttavia quanto mai indispensabile che chi ha la responsabilità delle politiche scolastiche si assuma quanto prima anche quella di proporre un chiaro progetto di sistema di reclutamento, creando così le condizioni per un confronto approfondito e per il più possibile affrancato dalla necessità di inseguire infinite e ricorrenti emergenze.

 

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COMMENTI
01/06/2012 - Autoreferenzialità dei sindacati 3 (Chiara Esse)

Chi non è abilitato non ha mai superato le prove disciplinari; magari le ha affrontate (anche più volte), ma con esito fallimentare. Esse sono una ineliminabile componente dell’abilitazione, il cui percorso è composito. Il loro superamento è una condizione non sufficiente ma necessaria dell’autorevolezza dell’insegnante, il quale peraltro è chiamato dal suo ufficio a sottoporre i suoi alunni a prove (e quando tocca a lui chiede di esserne dispensato?). Non esiste una sola ragione al mondo per cui qualcuno, già inspiegabilmente avvantaggiato, sia dispensato dalle prove. Le arrampicate sugli specchi pubblicate sul Sussidiario lo dimostrano. Perché lo Stato dovrebbe certificare quello che non ha verificato? I sindacati lavorano alacremente perché gli ultimi restino in fondo. Ma perché il ministero dovrebbe discriminare ancor più gli ultimi, che già penalizza? Perché dovrebbe dispensare garanzie a una minuscola (rispetto alla società) fazione chiassosa, già troppo privilegiata? Ogni volta che i sindacati si sono espressi sul canale abilitante o sul reclutamento, hanno ipocritamente (è un blando eufemismo) ‘ammonito’ il ministero a non voler ‘alimentare le illusioni’, per sistemare i loro. Cari sindacati, le illusioni sono cadute da un pezzo, siamo adulti disincantati e abbiamo già sperimentato, al di fuori della scuola, dove persino la condizione precaria è più vantaggiosa di tutto quello che c’è fuori, la durezza del vivere. Pretendiamo almeno un po’ di giustizia.

 
01/06/2012 - Autoreferenzialità dei sindacati 2 (Chiara Esse)

Meno che mai interessa ai sindacati, sempre pronti a denunciare lo smantellamento della scuola (sento il grido di allarme-canto del cigno da quando son nata e ora individuo i responsabili), e dediti soltanto alla propria autoconservazione. Ma si sa che la scuola in italia è faccenda sindacal-burocratica. Chi ci sia un rapporto tra questa peculiarità e il ritmo dell’affondamento del paese? Per abilitarsi, lo Stato, soggetto che rilascia l’abilitazione all’insegnamento, ha, giustamente, stabilito che si debbano superare certe prove. Per chi ha servizio, mai valutato e prestato in virtù di automatismi, è, INgiustamente, prevista - oltre ad un percorso agevolato - un’abnorme dote di punti, che discrimina in misura grave chi, per piazzarsi in posizione utile, dovrà dimostrare di essere molto più bravo; si tratta di una patente iniquità, per la quale chi fino ad oggi invece che a scuola (dove il servizio viene prestato da chi ha cominciato ad accumulare punti per il fattore fortuna, anche se analfabeta/lavativo/incapace/privo di capacità empatica e didattica) si è barcamenato con una miriade di quei bei contratti di cui i sindacati non si occupano perché non sono appetitosi come la scuola; eppure questa discriminazione non turba la sensibilità né dei sindacati né degli altri soggetti ‘autorevoli’ almeno quanto loro. Poi osare dire che sono trattati tutti allo stesso modo è una MISTIFICAZIONE che parla di chi la scrive.

 
01/06/2012 - Autoreferenzialità dei sindacati 1 (Chiara Esse)

I sindacati, tutti, si fanno portavoce esclusivamente di interessi partigiani e faziosi, contrapposti agli interessi della società tutta. Essi sono i principali nemici di chi sogna una società meritocratica e dei meritevoli senza patroni: le opportunità per tutti possono crescere in ragione dell’abbattimento delle garanzie e dei privilegi di chi beneficia di indegni protezionismi politico-sindacali che conculcano il merito e affossano il Paese. Gli aspiranti forti soltanto del proprio merito e provvisti solo della capacità di camminare sulle proprie gambe TREMANO ad ogni incontro dei sindacati o dei parlamentari compiacenti (distribuiti in tutto l’arco parlamentare) con il ministero. Sia chiaro al ministero che i più (in primis gli studenti, per i quali, almeno in teoria, esiste la scuola) non sono rappresentati da nessuno, ma sono avversati dagli unici interlocutori che esso riconosce. Questo è lo specchio dell’Italia. Alle “fonti autorevolissime” come il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti non si interessano né la didattica né la qualità della scuola né il risollevamento del nostro sciagurato e decadente paese.