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SCUOLA/ L'esame di III media e quei 14enni fragili e spavaldi alla prova della "vita"

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Cominciano gli esami di III media (InfoPhoto)  Cominciano gli esami di III media (InfoPhoto)

A noi educatori − sia come famiglie che come insegnanti − che cosa dunque compete? Incoraggiare senza però minimizzare. I ragazzi devono sentirsi accompagnati da noi adulti in questo momento di passaggio che trova, nell’esame, una sua manifestazione più esplicita. Attenzione però a non fare leva solo sul “dovere”, ma a puntare anche sullo “scopo”. Lo ha detto Benedetto XVI rivolgendosi ai cresimandi il 2 giugno a San Siro durante la sua visita a Milano in occasione del Family Day: Non siate pigri, ma ragazzi e giovani impegnati, in particolare nello studio, in vista della vita futura: è il vostro dovere quotidiano e una grande opportunità che avete per crescere e per preparare il futuro.

Fiducia e realismo quindi: due qualità che i quattordicenni faticano certo a reperire nel loro vissuto quotidiano. È forse a questo livello il contributo più significativo che noi adulti possiamo offrire: provare a guardare i nostri ragazzi in azione e lasciarci sorprendere dalla loro bellezza! È anche questo un esame molto impegnativo che noi educatori dobbiamo superare: potrà succedere così, tutto d’un tratto, che anche grazie alla tenerezza di questo sguardo, loro − i nostri figli, i nostri alunni − possano cedere al fascino della propria bellezza e forse, da quel momento, cominciare a non aver più paura.



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