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SCUOLA/ Il caso Pontremoli? Non si può bocciare i bambini per sfoltire un "pollaio"

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Spetta ora al Ministro e alla sua équipe tecnica il delicato compito di far finalmente quadrare i conti di quei bambini intelligenti, ma poveri delle strumentalità di base. Ai docenti  sfiniti e al capo d’istituto, stanco di “ingiustizie” reiterate, buon riposo estivo. Preferibilmente lontani dai pollai e dall’Usr (ufficio scolastico regionale).



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COMMENTI
13/06/2012 - Diventeremo mai un Paese normale? (Franco Labella)

Ringrazio Anna Di Gennaro per il commento sul caso Pontremoli ma mi chiedo se, al solito, ci serve il caso per fare delle riflessioni. Ovviamente non mi riferisco allo specifico perchè leggo i suoi contributi critici da tempo. Ne faccio, invece, una questione generale. I danni ed i guasti connessi con la gestione numerica e contabile di quella realtà complessa che è la scuola si valutano solo quando scoppia lo "scandalo". Oportet ut scandala eveniant? Se per ragionare concretamente sui danni arrecati, negli anni del precedente Governo, dai "ragionieri" e dalle giovani scrittrici di favole, bisogna far arrivare notizie come queste, cinicamente si potrebbe rispondere di sì. Ma mi chiedo chi "risarcisce" poi le famiglie e gli studenti che pagano per colpe non proprie. L'anno scorso ho avuto una classe di Liceo delle Scienze Umane formata da 32 alunni con la presenza di un disabile. Nonostante le segnalazioni e le proteste anche dei genitori non è arrivata nessuna deroga. E' normale e civile far pagare alle famiglie questi prezzi? E' normale e civile valutare gli effetti negativi, come dire, a posteriori e quando non è ragionevole versare lacrime di coccodrillo? Lo scrivo anche pensando al dibattito, qui sul Sussidiario ed anche su Tuttoscuola, sulla educazione alla legalità e sull'insegnamento dell'economia che si sviluppa, però, per dirla con un termine crudo, "a esequie avvenute". Diventeremo mai un Paese normale dove si discute prima di produrre danni?