BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Cari prof, negli scrutini a esser valutati siete voi

Pubblicazione:

Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Finita la scuola, è l’ora degli scrutini. Cioè è l’ora della valutazione finale per la maggior parte degli studenti. Per i ragazzi delle terze medie e delle classi quinte ci sono gli esami, con la valutazione finale solo posticipata, per questi studenti, di qualche settimana. Per tutti, comunque, è questo il tempo della valutazione, cioè della misurazione dei risultati di apprendimento, ma anche del servizio di qualità delle scuole.

Anche nella scuola, dunque, come nella vita, prima o poi contano i risultati, non le intenzioni. Ma, lo sappiamo bene, l’atto della verifica dei risultati coinvolge tutti. Non solo gli studenti, ma, anzitutto, i docenti, cioè i titolari della valutazione - l’unico atto davvero obbligatorio della scuola. Valutando, in poche parole, tutti si lasciano, volenti o no, valutare.

Sorprende pertanto, se solo diamo un’occhiata alla scuola reale, la recente iniziativa del ministro Profumo sul merito, per il solo fatto che non rispetta la realtà della vita della scuola. Condivido, a questo fine, le fini analisi proposte lo scorso 4 giugno da Gianni Mereghetti su queste pagine.

Premiare gli studenti che eccellono è sempre cosa buona (e molte scuole lo fanno già), ma questo non vuol dire introdurre il merito, il quale non va ridotto a qualche premio a chi già eccelle. In campo scolastico il merito non è un valore assoluto, ma relativo: pensiamo al percorso di apprendimento, dalla fase iniziale ai risultati finali. E qui le situazioni cambiano da ragazzo a ragazzo, da scuola a scuola. Chi sono coloro che dovrebbero garantire il “valore aggiunto” al percorso di apprendimento degli studenti se non i docenti? Non basta premiare i bravi, dunque.

Prima, dunque, di parlare di merito per gli studenti, è giusto ed equo parlare di merito per i docenti, per coloro che, per professione, sono chiamati a garantire il cammino conoscitivo a tutti gli studenti. E non a pochi. Il merito degli studenti dipende (non solo, ma in gran parte) dal merito dei docenti, dei presidi, di tutto il contesto di una scuola. Dipende, in poche parole, dalla assunzione di responsabilità di coloro che sono deputati a fare bene il loro lavoro.

Prima, dunque, di introdurre borse di studio o riconoscimenti agli studenti, va introdotto il merito tra i presidi, tra i docenti, tra il personale della scuola. Ad oggi un tabù. Un tabù confermato di recente anche dal ministro Patroni Griffi (più un sindacalista degli statali che un ministro della Repubblica), per il quale a scuola, come in tutta la pubblica amministrazione, non conta la responsabilità personale ma la responsabilità di “sistema”. Concetti per lo meno strani nella nostra società democratica.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
14/06/2012 - Il "valore aggiunto" mediante fleboclisi? 2/2 (Vincenzo Pascuzzi)

4) Così prosegue Zen: "Prima, dunque, di parlare di merito per gli studenti, è giusto ed equo parlare di merito per i docenti, ....". Anche questa osservazione è opinabile. Infatti i docenti le loro prove di merito le hanno fatte numerose, con 20 e più esami universitari, con l'esame di laurea, con quello di abilitazione, con i concorsi, con l'anno di prova e con altri anni d'insegnamento. Il "valore aggiunto" dei docenti è già ampiamente certificato. Oppure no, e magari bisogna risalire, con verifiche ex novo, anche ai docenti dei docenti? Perché il prurito di verificare ancora quanto già verificato prende di mira i docenti che insegnano ai ragazzi? Non potrebbe essere che un sistema scolastico, consapevole della sua inadeguatezza e dell'incapacità di porvi rimedio, cerchi alibi e capri espiatori proprio nei docenti? E poi, se si vuole parlare "prima" del merito dei docenti, senza considerare il loro c.v., da dove altro si potrebbe cominciare? 5) Anche tra le righe di questo articolo, come di molti altri, si può trovare traccia dell'idea quasi maniacale che ogni magagna e malfunzionamento della scuola vada imputato solo agli insegnanti. Pretendere di giudicare i prof dal risultato (valore aggiunto, voti, promozioni) dei loro alunni è un po' come voler giudicare un cuoco dalla pietanza preparata, avendogli imposto ingredienti poveri, procedimento inidoneo, modalità e tempi di cottura teorici.

 
14/06/2012 - Il "valore aggiunto" mediante fleboclisi? 1/2 (Vincenzo Pascuzzi)

1) Intanto il titolo "Cari prof", risulta sgradevole, paternalistico e sussiegoso, tradisce forse un po' di superbia e alterigia. Poi "ad esser valutati siete voi" suona come vaga minaccia e oscuro monito. Ma questo è l’aspetto emotivo. 2) Conviene ricordare che Profumo aveva così motivato il suo "pacchetto merito": «Credo nei meritevoli generosi, quelli che offrono le loro capacità alla società. Dare un riconoscimento a chi eccelle vuol dire mettere i meritevoli al traino dell'intera classe e innalzare il livello medio». Questa idea è irrealistica, illusoria, inefficace per varie ragioni, ivi compresa l'esiguità del premio ipotizzato (intorno ai 200 euro?). 3) Veniamo al nocciolo dello scritto del preside Gianni Zen che sostiene: "Chi sono coloro che dovrebbero garantire il “valore aggiunto” al percorso di apprendimento degli studenti se non i docenti?" Affermazione opinabile del tutto infondata, gratuita e generica. Il "valore aggiunto" non è certo una sostanza liquida terapeutica da somministrare mediante fleboclisi direttamente in vena dello studente!