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ESAME DI STATO 2012/ Cos'hanno da dire Hegel, Nietzsche e Heidegger ai maturandi?

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Martin Heidegger (1889-1976; immagine d'archivio)  Martin Heidegger (1889-1976; immagine d'archivio)

«A dare risposte sono bravi tutti; ma solo i geni sanno formulare le vere domande». Questa frase di Oscar Wilde apre (e chiude) i Percorsi di filosofia tra Ottocento e Novecento, il ciclo di lezioni, tenutosi presso l’Ateneo barese “Aldo Moro”, che il Centro culturale di Bari ha voluto proporre alla città, e in particolare ai maturandi, come approfondimento critico delle conoscenze acquisite nel quotidiano lavoro scolastico: un affondo al cuore di alcuni punti nevralgici del moderno pensiero occidentale. 

Ma la frase di Wilde che abbiamo citato caratterizza anche l’approccio e la cifra dell’iniziativa, che non voleva (né poteva, visti i limiti di tempo) essere una carrellata esaustiva di tutti i temi trattabili, ma una rilettura “verticale”, focalizzata, personale: una riscoperta di come la filosofia possa essere la capacità di formulare degli interrogativi; e di scoprire la stoffa, l’intima fattura della propria ragione. La cui sostanza non è diversa da quella, appunto, dei grandi geni. 

L’iniziativa è nata per volontà di alcuni docenti di filosofia delle scuole secondarie superiori di Bari, amici da quando – diversi anni fa – frequentavano la stessa università, e che ancora condividono le stesse urgenze, la stessa radicale passione educativa. Un’occasione, quindi, non solo per gli studenti, ma per tutti. Moltissimi uomini del nostro tempo, pur non essendo addetti ai lavori, hanno interesse a che questa passione per l’essere e per il proprio essere al mondo, la radicalità di certe domande, trovi la posizione più giusta per divenire, in un certo senso, “degna di una risposta”: per scoprire la modalità più vera per domandare. Filosofo è infatti colui che è in continuo ascolto di questi interrogativi: chi lavora per tenerli desti, aprendo sempre l’orizzonte di una possibile risposta. Che queste esigenze siano ancora molto sentite anche tra la gente comune, del resto, lo ha dimostrato il numero dei partecipanti, che ha superato ogni aspettativa. 

Il percorso si è svolto in quattro tappe, scelte in base alla necessità di evidenziare alcuni punti di svolta decisivi del pensiero occidentale otto-novecentesco: la capacità e i limiti della ragione umana, la crisi della modernità, il nichilismo come sfida, il rapporto tra la filosofia e la scienza. Da qui i titoli dei quattro incontri e la scelta di affidare le lezioni a chi con questi problemi ci fa i conti da una vita: Costantino Esposito, docente di Storia della filosofia nell’Università di Bari (nonché presidente del Centro culturale) per le prime tre lezioni, e il più giovane Giambattista Formica, assegnista di ricerca nella stessa università, per l’ultima. Il metodo di lettura usato è quello, come si è già detto, di riaprire le domande fondamentali dell’autore trattato, cercando di offrire spunti per una verifica critica delle immagini stereotipate che di certe filosofie si continua a trasmettere. 



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