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MATURITÀ 2012/ Esame di Stato, la tesina: come farla bene senza restare intrappolati

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Se si imposta in questo modo la tesina, risulta anche più appassionante e facile la preparazione dell’intero esame orale, perché si tratterà di capire quali agganci, “link”, può avere la nostra ricerca con i programmi svolti nelle varie materie, quali collegamenti – per affinità o per contrasto – possono suscitare le nostre parole nella mente dei commissari. E qui gli esempi potrebbero sprecarsi: l’autore della tesina sulla guerra di trincea nella prima guerra mondiale (argomento troppo vasto, però!) non può non essere preparato, in italiano, su Ungaretti, anche se non ne parla nel suo lavoro (anzi, può essere consigliabile non parlarne, in modo da suscitare la domanda!); l’amica della tesina sul colore fece bene ad essere prontissima su quegli autori che hanno cercato di usare le parole come i pittori usano il colore (Rimbaud in primis, ma anche Pascoli). Cerchiamo cioè di usare la tesina come il filo di Arianna delle priorità che ci guida nel ripasso (e ci auguriamo che di solo ripasso si tratti...) dei programmi delle varie materie.

E come Arianna riuscì a salvare Teseo grazie al suo filo, allo stesso modo ci auguriamo che il lavoro della tesina sia strumento e viatico per la preparazione di un buon orale, dando così il piacere del lavoro e del risultato raggiunto, con il conforto auspicato di un bel voto.



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