BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MATURITÀ 2012/ Esame di Stato, la tesina: come farla bene senza restare intrappolati

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

“Questo esame s’ha da fare”: così recita la scritta che campeggia sull’ultimissimo tratto del percorso scolastico di ciascuno studente delle superiori. Inutile imposizione, obsoleto retaggio del passato o manzoniano “capriccio del potente”: comunque lo si consideri, sta di fatto che è dall’esame di Stato che occorre passare per poter considerare “legalmente” conclusi gli studi superiori. Potrebbe allora essere interessante provare a trasformare l’inevitabilità in una opportunità, la passività perdente in un protagonismo vivace e vincente.

Prendiamo la cosiddetta “tesina”, cioè quell’oggetto che, nel linguaggio burocratico-ministeriale, viene definito “esperienza di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale, scelta dal candidato”, e col quale è previsto abbia inizio il colloquio.

E’ purtroppo prassi piuttosto diffusa che tale lavoro venga scaricato da internet anche non troppi giorni prima dell’inizio dell’esame, imparato in qualche modo e, più o meno brillantemente o stancamente, ripetuto ad una commissione di docenti (i quali, per il solo fatto di essere lì, meriterebbe di poter ascoltare qualcosa di meglio).

Credo sia senz’altro più divertente e gratificante costruire da sé questo percorso di ricerca, a partire da un argomento, un fatto, un elemento che ci interessa: una tra le tesine più belle che ho ascoltato – e tra le poche che ancora ricordo – è stata quella sul colore, nata dal fascino che il fenomeno cromatico da sempre esercitava sulla studentessa autrice della ricerca. 

Insomma, la tesina è bella per chi la redige e per chi la deve ascoltare o leggere, se essa risponde ad una qualche domanda dello studente, e quindi se ha un percorso e un obiettivo chiari. E non è affatto necessario che tale percorso arrivi a toccare – a volte con voli iperbolici, quando non ridicoli – tutte le materie oggetto del colloquio. Può anche essere specificamente attinente una sola materia, l’importante è che abbia una solida struttura, logica ed evidente. Per ottenere ciò, occorre che la ragione per cui si è scelto quell’argomento, il taglio che si è stabilito di dare al lavoro e l’obiettivo al quale si vuole arrivare, vengano esplicitati in maniera molto chiara all’inizio del lavoro stesso, a mo’ di premessa. Questo consente di non perdere il filo, sia in fase di redazione che di esposizione, ma soprattutto trasmette a chi ascolta (i prof. chiamati a valutare) la chiara percezione che dietro e dentro ciò che il candidato viene dicendo c’è una struttura logica, e che non si tratta dell’assemblaggio più o meno casuale di elementi concernenti, magari anche piuttosto vagamente, un medesimo argomento.



  PAG. SUCC. >