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LETTERA/ Caro maturando, non barattare i tuoi sogni con nulla

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Poi le cose sono andate sempre bene, anche con il lavoro. Ho fatto, come si suol dire, pure carriera. Sono stato fortunato: una buona salute e l'incontro molto casuale con alcuni grandi maestri, di vita e professionali. Così anche nel lavoro non ho mai pensato a quello che veniva dopo, ho vissuto con passione ogni opportunità che mi è stata offerta. L'evidenza che gli anni di studio non erano stati inutili è stata quella di aver imparato a dire sì a tutto quello che mi accadeva. Ebbene, con questo spirito scegli pure qualsiasi facoltà, purché si tratti di cose serie e non di percorsi di studio finti o senza contenuto. La realtà, vedrai, non ti tradirà mai, anche quando magari la avvertirai inizialmente come nemica. E se non avrai successo (non c'è niente di più effimero), non importa, sarai diventato un uomo.



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COMMENTI
19/06/2012 - Questa lettera (claudia mazzola)

"Sono i giovani che manifestano più paura". Ma non è vero! Ho nipoti all'università e conosco anche loro amici, sono grandi, coraggiosi e pieni di speranza, c'è da stupirsi e imparare a guardarli.

 
18/06/2012 - Liberi sogni in liberi cranii (Sergio Palazzi)

Una riflessione interessante, cui vorrei aggiungere solo una cosa: perché ingegneria dovrebbe essere una scelta puramente utilitaristica e lettere una scelta passionale? Perchè certe scelte devono sembrare di convenienza e la libertà di sognare deve essere a senso unico? In una delle sue vignette più celebri, quasi un secolo fa, Giuseppe Novello aveva rappresentato il ragazzo che, costretto dal padre a diventare un musicista, si alzava di notte "per coltivare i suoi amati studi di ragioneria". Per fortuna sono tanti, e parecchi ne incontro quasi ogni giorno, che, al posto di rinchiudere la propria testa negli angusti recinti di quella che nella vulgata liceale si spaccia per sola cultura (l'ambito letterario-filosofico), dopo il diploma hanno preferito lasciar espandere la loro fantasia verso la creatività delle scienze "pure e dure", chimica, fisica, matematica, o verso gli ambiti applicativi dall'ingegneria alla scienza dei materiali alla medicina. Convinti che così possano dare un senso vitale alla loro mente e cercare di migliorare realmente almeno qualche angolo di mondo... Senza considerare come unico fattore di scelta lo stipendio (anzi!) e potendosi poi dedicare liberamente, per il proprio piacere, magari anche alla letteratura ed alla filosofia. O alla quantomeccanica, perchè no? Ah, dimenticavo: l'anno di naja mi è costato in termini di tempo interrotto, rispetto ai 5 italiani su 6 che non lo facevano, ma mi ha regalato esperienze di vita indimenticabili.