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MATURITA' 2012/ Esame di Stato, 5 "ipotesi" per un tema di storia

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Berlino, il giorno della caduta del Muro (InfoPhoto)  Berlino, il giorno della caduta del Muro (InfoPhoto)

Tra le materie cui un maturando deve dedicare una significativa attenzione c’è da mettere senza ombra di dubbio la storia sia perché è segno di maturità il sapersi muovere criticamente tra presente e passato sia perché nella prima prova d’esame si può scegliere o direttamente il tema storico o nel saggio breve/articolo di giornale argomenti che hanno riferimenti storici. 

Per prepararsi all’esame di stato con una base storica che permetta di affrontarne gli eventuali argomenti è importante curare un approccio sintetico, ovvero andare all’esame portando un bagaglio di conoscenze rielaborate criticamente. 

Uno studente sarà in grado di affrontare qualsiasi argomento gli venga proposto se si è fatto una idea sintetica dei processi storici, altrimenti si perderà nei meandri dell’analisi e non sarà in grado di rispondere a quello che chiede l’esame di stato: avere un giudizio personale! 

Difficile fare il toto maturità cui del resto è miopia credere, importante invece avere una padronanza della storia come avventura degli uomini. 

In questa direzione suggerirei di guardare ad alcuni snodi del Novecento, facendo riferimento alla voce “crisi”.   

Seguendo un approccio sintetico sono da segnalare i seguenti passaggi: 

1. La crisi ha segnato il periodo che va dalla fine della prima guerra mondiale alla marcia su Roma del fascismo nel 1922. Una grande costruttività ha caratterizzato questo momento storico, l’attività dei partiti popolari si è infittita, tutti dal Partito Socialista ai Comunisti, ai Popolari erano impegnati a risolvere la crisi, ognuno con il suo progetto. E la crisi è stata più forte, perché? Perché sulla capacita costruttiva delle varie identità ha prevalso l’ideologia e questo ha impedito che la costruttività diventasse comune. In  queste differenze si è incuneato il fascismo e con un colpo di Stato ha posto fine al tentativo della democrazia. 

2. La crisi del ‘29 colpisce l’Italia fascista, il suo tentativo di autarchia è fallimentare, la capacità di affrontarla è debole perché il fascismo prescinde dalla forza di cui il popolo dispone, le energie creative della gente. È una crisi profonda e poggiare come fa il fascismo solo sullo Stato è sia un errore di concezione sia una grave fragilità economica. Tra tutti i tentativi che fa il fascismo rimarrà l’IRI a segno di una novità che a livello internazionale caratterizza il capitalismo: lo Stato che sostiene il tentativo dell’industria.

3. Nuova situazione di crisi è quella che il popolo italiano si trova ad affrontare a conclusione della seconda guerra mondiale. C’è una Italia da ricostruire moralmente, politicamente ed economicamente dentro una situazione internazionale di guerra fredda, di forte scontro ideologico. Diversamente dagli anni 20 in Italia avviene un fenomeno in controtendenza: mentre l’Europa è divisa in due blocchi ideologici, in Italia le diverse forze politiche mettono in atto dal 1946 al 1948 una significativa collaborazione. 



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