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SCUOLA/ Tfa, Di Menna (Uil): subito un nuovo regolamento

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Il ministero dell'Istruzione (InfoPhoto)  Il ministero dell'Istruzione (InfoPhoto)

TFA, IL COMMENTO DI DI MENNA (UIL). Mentre ormai è avviato l’iter che consentirà dopo alcuni anni di acquisire l’abilitazione  con un modello di formazione iniziale che prevede il tirocinio formativo, il ministero dell’Istruzione sta affrontando l’annosa questione precariato e del reclutamento degli insegnanti con molta confusione e troppe incertezze.

Il ministro Profumo ha annunciato un percorso riservato per coloro che con il loro servizio, oltre ad aver acquisito esperienza, hanno consentito il funzionamento della scuola, coprendo posti vacanti, mentre i vari ministri, tra l’altro fortemente  da noi sollecitati, omettevano di bandire i concorsi.

Relativamente al percorso riservato per l’ammissione al Tfa non sono stati ancora definiti i requisiti richiesti e i tempi di realizzazione. Il ministero si è limitato ad un “sibillino” comunicato.

Anche in merito al concorso, il ministero comunica la volontà di bandirlo ormai da tempo, ma non comunica le modalità che intende attuare e a chi intende rivolgerlo (abilitati, laureati), né con quale strumento normativo procedere. Insomma un bel pasticcio che aumenta la preoccupazione di tanti giovani, non prefigura un sistema stabile e lascia il mondo della scuola in balia di tensioni e di possibili ricorsi. Alla dichiarata volontà di dare stabilità ai docenti e alle scuole, mi sembra che il ministero non faccia seguire atti chiari, trasparenti, rassicuranti; prova ne è che riceviamo richieste numerosissime di chiarimenti, a livello nazionale e territoriale.

Riteniamo che il sistema in vigore generi costi troppo alti; anche la semplice partecipazione ai test d’accesso ai Tfa comporta una spesa eccessiva per il concorrente che non condividiamo, e consente eccessiva autonomia alle singole università sui costi dei corsi.

Nella scuola secondaria di secondo grado c’è troppa differenza tra posti programmati per le abilitazioni e posti disponibili in organico, e incertezze sull’utilizzo delle abilitazioni per le graduatorie permanenti.

In questo contesto confuso, la Uil Scuola propone una vera “scossa” per eliminare  il riformarsi di nuovo precariato e per evitare che i precari siano costretti a  pagare tasse occulte sotto forma di ricorsi, master, tirocini. Occorre un intervento legislativo urgente che metta insieme le varie questioni: contestualità dei tirocini formativi ordinari e speciali, revisione del sistema di reclutamento per renderlo più snello e comprensivo di abilitazione.
In merito alla formazione iniziale dei docenti bisogna potenziare il ruolo delle scuole, in quanto l’esperienza e la competenza professionale di tanti insegnanti è tale da garantire la qualità degli interventi formativi. In riferimento al reclutamento sarebbe necessario prevedere un ambito territoriale e interventi coerenti con la stabilità di organici funzionali a livello di reti di scuola.

Dobbiamo infine dare certezza al piano triennale per le assunzioni in ruolo su tutti i posti vacanti in organico di diritto, determinando subito le quote relative al prossimo mese di settembre.



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