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MATURITA' 2012/ Esame di Stato, la prima prova "boccia" la scuola ministeriale

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Dovendosi escludere un’intenzione di prevaricazione filosofica e di orientamento nichilista dei cervelli dell’apparato ministeriale, si può solo concludere, come sopra, che questi titoli sono stati proposti, senza avere la più vaga idea che nella scuola italiana degli ultimi trent’anni queste problematiche o non vengono raggiunte o sono trattate in maniera del tutto inadeguata, mancando ormai la preparazione degli insegnanti in campo storico e, soprattutto, l’interdisciplinarietà necessaria per alimentare una conoscenza in grado di far accedere a questi temi in termini non banali. Quanto ai temi che sono chiamati di ambito storico-politico o tecnico-scientifico, essi propongono in realtà oggetti di filosofia politica: “Bene individuale e bene comune” e “Le responsabilità della scienza e della tecnologia”.

Poco male si dirà: l’apparato ministeriale propone contenuti alti, e poi il ragazzo puo’ sempre scegliere quelli più banali o accessibili. Sì, i ragazzi se la caveranno in qualche modo. Ma il sospetto che affiora è che questo apparato amministrativo e politico (?) sia convinto che la scuola che esso ha in testa coincida con la scuola reale. Si potrebbe supporre un’intenzione pedagogica, rivolta agli insegnanti: poniamo in alto l’asticella, così che siano spinti a saltare più in alto. Intenzione apprezzabile, qualora si decidesse di porre finalmente mano al curriculum, agli ordinamenti, all’organizzazione non tayloristica e alienante della didattica, al profilo professionale degli insegnanti. Il che non pare. Da questi temi emerge un dato certo: la schizofrenia culturale e la doppiezza politica dei decisori. Tanto più certo, quanto più è involontario.



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