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MATURITA’ 2012/ Esami di Stato, prima prova: svolgimento del tema artistico letterario

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In questo senso il labirinto può essere ovunque: negli uffici dell’Inps (chi non ricorda Asterix e Obelix nella “casa che rende folli”?) come in casa propria, quando le cose da fare sono troppe, e nessuna è desiderata; all’estremo, perfino una stanza vuota con due porte può essere un labirinto nella percezione semiallucinata di un indeciso. Allora il labirinto è una deformazione del mondo proiettata dalla angosciosa incertezza di chi vorrebbe abitarlo ma si scontra in continui fraintendimenti e contraddizioni, equivoci e vicoli ciechi, ben rappresentati dalle scale senza orientamento di Escher. 

Qual è l’antidoto al labirinto? L’archetipo ci consegna il filo di Arianna; ma la soluzione “tecnica” al problema si rivela subito una spiegazione insufficiente: tra l’altro, anche senza Arianna Teseo sarebbe potuto benissimo arrivare a questo espediente invero banale. Il vero strumento non è il filo, ma l’esserci di qualcuno, fuori dal labirinto, che si ponga come barlume di senso irriducibile ai meandri dello smarrimento; non a caso anche il labirinto ariostesco verrà smantellato da una donna innamorata. 

Occorre che qualcuno o qualcosa spezzi il cerchio e rompa l’inganno, che come Virgilio si faccia incontro a Dante arenato nella selva, e renda possibile che l’errore diventi un cammino; magari anche attraverso le parvenze feriali e perentorie di un telefono che suona.

(Elisabetta Crema)

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