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MATURITA’ 2012/ Esami di Stato, seconda prova: la traduzione della versione di greco di Aristotele dal "De partibus animalium"

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MATURITA' 2012, ESAMI DI STATO: SECONDA PROVA, LA TRADUZIONE DELLA VERSIONE DI GRECO, DI ARISTOTELE TRATTA DAL "DE PARTIBUS ANIMALIUM" - Ecco la traduzione effettuata da Rossano Salini della versione di greco proposta oggi per la seconda prova d'esame della Maturità 2012. Si tratta di un brano di Aristotele dal "De partibus animalium" dal titolo: 'Non il caso ma la finalità regna nelle opere della natura" e l'autore non usciva all'Esame di Stato da 34 anni.

E' dunque necessario non disprezzare in modo puerile lo studio degli esseri viventi più umili; in tutte le cose naturali, infatti, c'è qualcosa di meraviglioso. E come Eraclito si dice che si rivolse a quegli stranieri che volevano fargli visita, i quali entrando si fermarono però quando videro che si scaldava presso la stufa della cucina (li invitò infatti ad entrare senza esitare, dicendo: “anche qui ci sono gli dei”), così è necessario non disdegnare di addentrarsi nella ricerca a riguardo di ciascun animale, dal momento che in tutti c'è qualcosa di naturale e bello. Non infatti il caso, ma la finalità è presente nelle opere della natura, e in maniera preponderante; ed è il fine in vista del quale esse sono state create o si sono formate che occupa la regione del bello. Se poi qualcuno ritenesse indegna l'osservazione degli altri animali, nello stesso modo dovrebbe giudicare anche quella di se stesso; non è infatti senza grande disgusto che si vede di che cosa sia costituito il genere umano: sangue, carni, ossa, vene, e simili parti. Allo stesso modo occorre ritenere che quando si discute intorno a una parte o a un oggetto qualsiasi non si richiama l'attenzione sulla materia né si discute in funzione di essa, bensì della forma totale: si parla, per esempio, di una casa, ma non dei mattoni, della calce, del legno; e anche quando si tratta della natura, si parla della sintesi e della totalità della cosa stessa, non di quelle parti che non si danno mai separate dalla cosa stessa cui appartengono.

 

(Rossano Salini)



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