BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MATURITÀ 2012/ La lezione di Aristotele ai maturandi: sappiate osservare...

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Busto raffigurante Aristotele (384-322 a.C.; immagine d'archivio)  Busto raffigurante Aristotele (384-322 a.C.; immagine d'archivio)

MATURITA' 2012, ESAMI DI STATO: SECONDA PROVA, LA TRADUZIONE DELLA VERSIONE DI GRECO, UN BRANO DI ARISTOTELE TRATTA DAL “DE PARTIBUS ANIMALIUM” - Gli studenti del liceo classico si sono misurati con un brano di Aristotele dal "De partibus animalium" proposto con il titolo “Non il caso ma la finalità regna nelle opere della natura”. L’autore non usciva all’esame di Stato da ben 34 anni. Proponiamo il brano nella traduzione e nel commento di Veronica Tirincanti, docente di greco e latino nel Liceo classico “D. Alighieri” di Rimini.

TRADUZIONE - Non bisogna rigettare scioccamente lo studio delle creature più umili; infatti in tutto ciò che è naturale c’è qualcosa di meraviglioso. E come si racconta che Eraclito disse agli stranieri che volevano incontrarlo, i quali, quando videro, nell’entrare in casa sua, che lui si scaldava presso il camino, rimasero pietrificati (li invitava ad entrare senza timore; “anche qui”, diceva, “ci sono gli dèi”), così, anche riguardo l’indagine su ciascuno degli esseri viventi, bisogna accostarsi senza vergogna, poiché in tutti c’è qualcosa di naturale e di bello. Infatti non la casualità, ma l’essere per un fine è insito nelle opere della natura e in grandissima misura; e il fine per cui sono costituite ed esistono occupa la regione del bello. Se poi uno ritiene che lo studio degli altri esseri viventi sia una cosa disonorevole, bisogna che pensi nello stesso modo anche riguardo a sé. Non è possibile guardare senza grande fastidio le cose di cui è costituito il genere umano, come il sangue, le carni, le ossa, le vene e parti simili. Ugualmente bisogna ritenere che colui che discute riguardo una qualsiasi parte, o riguardo ad un oggetto, non faccia menzione della materia, né discuta per questa, ma dell’intera forma, come si discute di una casa, ma non dei mattoni, del fango e del legno; e bisogna ritenere che chi ragiona sulla natura parli dell’insieme e dell’essenza intera, ma non delle parti che non esistono mai separate dalla loro essenza. (Aristotele)


COMMENTO - Assente in sede di maturità liceale dal 1978, gli studenti hanno affrontato una versione di Aristotele, autore poco frequentato durante l’anno scolastico come fonte di verifica linguistica, e che richiedeva una particolare conoscenza dei nessi filosofici da parte del candidato. In effetti il brano non è fra quelli che solitamente vengono tradotti dagli insegnanti in classe (diversamente, nel 2010, è stato scelto un brano dall’Apologia di Socrate, testo molto più frequentato dagli alunni, certamente più noto, e spesso oggetto di lettura integrale, almeno in italiano): difficilmente un professore di greco chiederebbe ai propri studenti di leggere il De partibus animalium di Aristotele, trattato in quattro libri, un’opera di fisica (intesa coma dottrina della natura e dei suoi fenomeni). Difficile comprendere le ragioni di questa scelta: forse il Ministero vuole dissuadere i ragazzi dalla frequentazione di un Liceo Classico, oppure si è desiderato evitare un facile reperimento del testo sul web (ma a onor del vero, mezz’ora dopo la divulgazione on-line della traccia i siti internet brulicavano di traduzioni…).



  PAG. SUCC. >