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MATURITÀ 2012/ Matematica allo scientifico: poca complessità fa male agli studenti

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b)  Aumenterei questioni tipo la 10 che obbligano lo studente a ragionare sulle funzioni in maniera sintetica.

c) Ho apprezzato molto il problema di Erone, noto ai fisici, come il quesito del cane che deve andare da A a B ma prima deve bere alla riva del fiume. È il problema di Fermat sui cammini minimi da cui si possono ricavare le leggi dell’ottica geometrica. Chissà se i docenti della classe A049, che insegnano anche fisica, glielo avevano mai presentato. Continuare su questa strada.

d) Carino il quesito 6 che chiedeva di derivare una funzione che, se opportunamente semplificata, si riduceva ad una costante. Perché non chiedere, come si faceva in passato, di dare una giustificazione del risultato? Nella mia commissione si è invece scatenato un dibattito sulla liceità della semplificazione preventiva come se uno degli elementi da valorizzare nel risolvere una questione non fosse l’eleganza.

Chiudo rimandando ad un problema, un vero problema, di qualche anno fa in cui, a partire da un triangolo equilatero che veniva trisecato da segmenti che da ogni vertice confluivano nei punti di ogni lato opposto diviso in tre parti. Si formava un esagono irregolare con interessanti simmetrie. Un vero problema. 

 



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