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MATURITA’ 2012 SOLUZIONI/ Esame di Stato, svolgimento traccia di pedagogia del Liceo socio-psico-pedagogico Brocca

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MATURITA’ 2012 SOLUZIONI: ESAME DI STATO, SVOLGIMENTO TRACCIA DI PEDAGOGIA DEL LICEO SOCIO.PSICO-PEDAGOGICO BROCCA Quello che una volta si chiamava istituto magistrale, passato attraverso diversi cambiamenti e destinato probabilmente a un nuovo cambio quanto meno di denominazione, oggi si presenta come Liceo socio-psico-pedagogico Brocca: dal nome del politico che a fine anni ottanta portò alcune innovazioni di tipo educativo nel sistema scolastico, prendono nome gli istituti sperimentali oltre che di questo tipo anche di quello scientifico. I ragazzi di questo istituto ieri hanno dovuto affrontare una prova scritta di pedagogia. IlSussidiario.net ha chiesto di svolgere il tema a Sara Nosari, docente di Filosofia dell'educazione (Università di Torino). Si tratta della seconda traccia proposta ieri, sulla base di una frase di Edgar Morin.


Il bisogno di trovare risposte in grado di rassicurare di fronte alla costitutiva incertezza della condizione umana in continuo cambiamento ha impegnato il pensiero occidentale nell’elaborazione di una visione del mondo capace di fissare ogni cosa a una particolare definizione, a una particolare posizione, a una particolare relazione con le altre cose del mondo. Nell’incertezza del divenire, è stato così possibile credere di conoscere, ma soprattutto di prevedere, l’ordine dei cambiamenti. La formula del “se … allora” ha permesso di contenerne la molteplicità riconducendoli (e riducendoli) a un processo che – sul modello geometrico, di chiara matrice cartesiana – da determinate premesse porta, seguendo una determinata sequenza, a determinate conseguenze.

La storia, tuttavia, ha ripetutamente contraddetto – a volte anche solo con “minime perturbazioni” – l’ordine previsto dalle leggi di questa tradizione di pensiero, dando prova di una realtà che – prima di essere giudicata disordinata, poi profondamente ingiusta, falsa, brutta – manifesta attraverso una straordinaria ricchezza la sua inesauribile capacità di sorprendere con eventi o risvolti inattesi.

Non si tratta di abbandonare l’idea di un ordine che possa aiutare a vivere meglio, ma di comprendere la possibilità di un ordine diverso da quello lineare ricercato dal metodo cartesiano. Il cambiamento non può, però, essere semplicemente affidato a un nuovo e diverso ordine. È invece necessaria una vera e propria ri-forma del pensiero. Alla conoscenza non va più affidato il compito di risolvere l’incertezza in certezza: il pensiero nel conoscere deve – come suggerisce Edgar Morin – dialogare con l’incertezza, aprendosi alla complessità.

La possibilità di comprendere in modo autentico, onesto e sincero la condizione di incertezza che caratterizza l’esistenza umana al mondo deve allora rinunciare ad anticipare la realtà con l’intento (non sempre onesto e sincero) di controllarne il giusto corso. Il possibile ordine non può più trovare giustificazione nella prevedibilità delle cose. Così come la formazione degli “spiriti” non può più costringere le capacità di innovazione nell’esercizio di prassi consolidate.



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