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SCUOLA/ Lupi (Pdl): se i nostri studenti sono scarsi in matematica l'Invalsi non ha colpe

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Maurizio Lupi (InfoPhoto)  Maurizio Lupi (InfoPhoto)

Caro direttore,

 

Ho letto con molta attenzione il dibattito degli ultimi giorni a riguardo delle prove Invalsi nelle nostre scuole. Da anni sostengo e mi batto per fare in modo che si affermi nelle istituzioni la consapevolezza che la questione educativa è la principale emergenza del Paese, anche e soprattutto in tempo di crisi.

Ora, è giusto o sbagliato procedere a valutare il nostro sistema educativo ed il suo impatto nella reale crescita dei ragazzi? Se non vogliamo proseguire con un atteggiamento provincialista, assolutamente sì.

Chiarito il punto di partenza restano tre questioni aperte: chi valuta, come valuta, come vengono letti ed utilizzati i risultati della valutazione. La risposta a questi quesiti non può essere ambigua, ma non va improvvisata. Sono necessarie competenze scientifiche e adeguati approfondimenti.

Esiste un soggetto preposto alla valutazione e si chiama Invalsi, da anni svolge il suo compito e fino ad ora sembra che lo abbia fatto al meglio.

Che cosa è avvenuto di così dirompente in occasione degli esami 2012? Gli ultimi risultati fanno emergere qualche lacuna sulla preparazione dei nostri ragazzi in matematica e nelle materie scientifiche. Non mi sembra si tratti di una novità sconvolgente, dal momento che i dati Pisa da molti anni ce lo segnalano. Eppure, invece, di domandarsi se questo dato risponde effettivamente alla situazione reale e, nel caso, quali sono gli interventi possibili, si è preferito sostenere che le prove sono mal impostate. Un'obiezione che lascia intendere che i critici sappiano perfettamente come andrebbe svolta la valutazione. Siamo sicuri sia così? Ho qualche dubbio. 

Detto questo, credo che la discussione avviata sia molto importante soprattutto se aiuterà le istituzioni e la politica a prendere provvedimenti, qualora sia necessario, per favorire un miglioramento del nostro sistema scolastico (e più in generale educativo), senza la paura di mettere in discussione vecchi tabù come la libertà di scelta delle famiglie, la libertà di scelta della scuola (arruolamento docenti) ed il pieno sostegno ad un sistema di valutazione. Perché non accusiamo il sistema sanitario nazionale quando una lastra evidenzia che abbiamo un osso rotto? Se serve a consentire il recupero, non siamo persino disposti ad indossare un gesso in periodo estivo?





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COMMENTI
23/06/2012 - l'Invalsi SEMBRA che lo abbia fatto al meglio (Vincenzo Pascuzzi)

Lupi si riferisce forse al sondaggio di skuola.net (http://www.skuola.net/polls.php?id=1264), quindi nemmeno a risultati finali complessivi e analizzati. Si osserva inoltre: 1) "Esiste un soggetto preposto alla valutazione e si chiama Invalsi, da anni svolge il suo compito e fino ad ora sembra che lo abbia fatto al meglio". SEMBRA, cioè NON è sicuro, si sta discutendo. 2) E' arbitrario paragonare i test Invalsi a "una lastra (che) evidenzia che abbiamo un osso rotto". Questo è un paragone che è stato sagomato e confezionato sulla conclusione cui si vuole arrivare, non sulla realtà dei fatti. Se i test fossero paragonabili a "lastre", potrebbero - all'occorrenza - essere ripetuti con gli stessi risultati, potrebbero essere effettuati in questo o quel laboratorio quando si ritenesse opportuno. Non è certo così con i quiz Invalsi. Dopo il metro della sarta, il "Grand Kilo", il termometro, il colesterolo, ora la lastra! 3) Il dibattito sull'Invalsi non è "degli ultimi giorni". Se ne parla da anni. 4) "restano tre questioni aperte: chi valuta, come valuta, come vengono letti ed utilizzati i risultati della valutazione": aspettiamo le osservazioni dell'on. Lupi anche sulla seconda e terza questione.