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UNIVERSITA'/ Le tasse "ingiuste" degli atenei inglesi farebbero bene anche a noi

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In Inghilterra, uno studente che ha terminato il liceo con un voto relativamente basso non prova neppure di far domanda a Cambridge: si orienterà verso un ateneo in cui sa di avere possibilità di essere accettato. In Italia ovviamente questo non accade e, più o meno, c’è la possibilità di essere accettati in ogni università. Quindi, anche se probabilmente il nostro sistema universitario presenta delle mancanze imperdonabili, credo che in fondo funzioni abbastanza dignitosamente.

 

Qual è la maggior differenza tra i migliori atenei italiani e le eccellenze inglesi?


Il sistema inglese è il prodotto di secoli di storia. Con questo voglio dire che è praticamente certo che sia a Oxford che a Cambridge è possibile raggiungere un’eccellenza in tutti i campi della ricerca e della didattica. In Italia nessuna università, neanche quella considerata migliore, può vantare il massimo in ogni facoltà. Sono naturalmente processi molto lenti e in Italia ogni università presenta alcune eccellenze in certe aree ma evidenti debolezze in altre.

 

Ipoteticamente, cosa bisognerebbe fare per raggiungere tali livelli?


Se volessimo avvicinarci al sistema inglese dovremmo introdurre pian piano dei meccanismi di differenziazione, obiettivi chiari e una precisa strategia decennale o quindicennale. Il problema è che l’idea diffusa in Italia è che si possa risolvere ogni problema con una legge o un regolamento. Molto spesso i problemi più importanti sono il risultato di quanto fatto nei decenni precedenti, quindi per arrivare a risultati totalmente opposti, nonostante non sia probabilmente necessario lo stesso numero di anni, non si può certamente immaginare un procedimento veloce. 

 

(Claudio Perlini)



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