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SCUOLA/ Fioroni: Da Profumo una riforma spot pensata solo per 100 studenti

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E’ il motivo per cui abbiamo inserito il 100 e lode nel diploma di maturità. Tutto questo non è stato mai perseguito dal governo perché ci è stato detto che non c’erano le risorse. Abbiamo fatto la circolare la norma sulle “scuole aperte”, per dare la possibilità agli istituti di rimanere aperti non solo nei pomeriggi, ma anche nei periodi estivi con risorse a disposizione per svolgere i recuperi e consentire gli approfondimenti disciplinari. Tutto questo fa parte già della nostra normativa cui non si è dato seguito.

 

In che modo è possibile incentivare gli studenti migliori?

 

Per esempio evitando che l’accesso alle facoltà a numero chiuso si basi su test che ignorino completamente i programmi delle scuole medie-superiori. L’idea che passa altrimenti è che l’impegno degli anni precedenti sia inutile al momento dell’esame di ammissione all’università. Non è pensabile che coloro che hanno studiato e si sono diplomati con capacità, merito e profitto alle scuole medie-superiori non siano messi nelle condizioni di entrare nelle facoltà a numero chiuso semplicemente perché non sanno rispondere alla domanda: “Quando Totti ha segnato all’ultimo minuto di Udinese-Roma”.

 

Come risolvere il problema?

 

Quattro anni fa ho fatto una legge che fa riferimento ai programmi delle scuole medie-superiori, assegnando un punteggio significativo alle valutazioni dei ragazzi negli ultimi tre anni e al voto di diploma. Questa norma non è mai stata resa attuativa, ma è stata sempre rinviata prima dal ministro Gelmini e poi dal ministro Profumo.

 

E per chi sceglie l’istruzione tecnica e professionale?

 

Una riforma degli istituti tecnici e professionali non è compatibile con laboratori fondati sul tornio, quando occorrono quelli di megatronica. Affinché un insegnante possa insegnare multimedialità, occorre inoltre averlo riaggiornato e riqualificato. Insomma, è necessario sapere scegliere le priorità individuate dall’Ue, secondo cui l’Italia ha bisogno di diplomati in numero maggiore rispetto a quelli che ha oggi, ma deve averli anche più competenti e più capaci.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
04/06/2012 - E perché no alla libertà vera della scuola? (Gianni MEREGHETTI)

Sono pienamente d'accordo con l'onorevole Fioroni, quello del merito è uno specchietto delle allodole, e finirà con il vanificare l'urgenza di introdurre dentro la scuola una vera qualità dell'istruzione e dell'educazione. Ci vuole il merito, ma un merito che sia tale, che vada a valorizzare quello che ogni studente può fare, quello che con le sue capacità può raggiungere. Ci vuole una valorizzazione del merito ad personam, uno ad uno gli studenti devono essere valorizzati per quello che sono. Non sarà lo studente dell'anno e nemmeno qualche borsa di studio a introdurre una valorizzazione della qualità del conoscere e del fare. Ci vuole di più, molto di più di questa fasulla riforma che il governo vuole introdurre nella scuola. Del resto la strada per farla il governo ce l'ha già ed è stata aperta tanti anni fa, solo che nessun ministro ha mai voluto percorrerla. E' la strada dell'autonomia e della parità, questa è la strada del merito, una scuola realmente libera, una scuola che valorizzi gli insegnanti nella loro professione, lì sta la possibilità di promuovere chi merita, cioè ognuno degli studenti per quello che è e che vale. Senza libertà della scuola non vi sarà mai merito, inutile illudersi. Sarebbe ora di iniziare a prendere questa strada liberando le potenzialità di insegnanti e studenti, ogni altra strada è una strada senza uscita, chiusa alle grandi possibilità che invece apre la libertà di educare!

 
04/06/2012 - la fiera dei quaqquaraqua (Claudio Cereda)

Per gli esami di stato di quest'anno è annunciato un programma di gestione che non si è ancora visto e mancano due settimane (ma i futuri presidenti da dopodomani iniziano a fare scrutini e vanno in conclave). Sul sito del ministero continiano a comparire solo dei video tutorial. Rischio splash, molto alto. Gli organici di diritto sono in ritardo. Le circolari ministeriali rinviano a frasi rassicuranti del tipo "si farà come al solito". Il ministero è sempre più nelle mani di burocrati inefficienti, nemici della informazione e della innovazione. I politici si parlano addosso e il ministro Profumo si sta rivelando un ministro inesistente. Ecco allora, a voi, il coniglio dal cappello e subito dopo inizia la girandola delle dichiarazioni; buona ultima questa di Fioroni. Nella scuola si respirano scoramento e impotenza. Ci faranno rimpiangere la Gelmini?