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SCUOLA/ Il "merito" di Profumo? Un trucco per dare nuovi soldi al sud

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Il cosiddetto “Decreto merito”, più volte rinviato, più volte modificato nella forma giuridica (Ddl o decreto?) e nei contenuti, che il Consiglio dei Ministri approverebbe mercoledì 6 giugno, prevede che ogni istituto scolastico superiore dalla prossima stagione sceglierà lo “studente dell’anno” tra chi avrà i voti più alti alla maturità, a partire da 100, tenendo conto della media degli ultimi tre anni, dell'impegno sociale e del reddito familiare. Egli godrà anche di una riduzione almeno del 30% delle tasse per l'iscrizione al primo anno di università e una borsa di studio aggiuntiva. Con la card "Iomerito" otterrà sconti per musei e trasporti.

Nel corso dell'anno scolastico i primi tre piazzati alla fase nazionale delle Olimpiadi per materie scolastiche saranno iscritti (gratuitamente) a "master class" estivi nella disciplina affrontata. Quanto alle università, saranno dati premi per docenti e ricercatori universitari, “in numero non superiore al 20%”, secondo criteri stabiliti con regolamento di ateneo. I professori a tempo pieno dovranno garantire 100 ore di didattica frontale ogni stagione, 80 ore chi è a tempo definito. Gli studenti che hanno ottenuto i crediti formativi universitari previsti e con votazione media non inferiore a 28/30 potranno sostenere l'esame di laurea con un anno di anticipo. Gli studenti dei corsi di dottorato di ricerca potranno conseguire il relativo diploma con un anno di anticipo, previo giudizio del collegio dei docenti. Possibile l'iscrizione in due università di pari livello (due triennali, due specialistiche, due master).

Gli atenei forniranno un elenco del 5% dei laureati più bravi: saranno pubblicati sul sito del ministero dell'Istruzione e avranno una corsia privilegiata verso il lavoro, grazie a incentivi fiscali per i datori di lavoro per due stagioni (meno tasse sul reddito fino al 30% per chi li assume a tempo indeterminato entro tre anni dalla conquista della laurea). Il portfolio dello studente potrà essere consultabile dalle aziende e renderà pubbliche la conoscenza delle lingue straniere, le competenze musicali e informatiche, le esperienze di associazionismo, volontariato e sportive.

Le università migliori aderiranno a un'organizzazione internazionale del baccellierato, rete di istituti d'eccellenza. Il Decreto prevede, inoltre, incentivi per l’internazionalizzazione degli atenei, conferma il numero chiuso di alcune facoltà, introduce il test diagnostico per le matricole di ogni Facoltà, conferma l’abilitazione nazionale dei docenti, modifica in senso “esterno” e “internazionale” le Commissioni per i concorsi universitari, promuove iniziative premianti per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica, istituisce il Premio nazionale delle Arti.

Tutte queste misure, raccolte sotto la nebulosa ideologica del “merito”, hanno incontrato resistenze di vario tipo. Francesca Puglisi, responsabile Pd del settore, ha solennemente dichiarato che c’è ben altro da fare. Il “benaltrismo” è la nota corrente filosofica dei conservatori. Sulla stessa lunghezza, o meglio “cortezza” d’onda l’ex ministro Fioroni: la scuola deve essere di tutti, non per un’élite! 



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COMMENTI
06/06/2012 - merito e cibo precotto (Claudio Cereda)

Caro Giovanni, sto seguendo con fastidio questa proposta del ministro in cui mi pare ci sia ben poco di nuovo salvo la voglia di far fare qualche titolo a giornali e TV. Ho sentito qualche dibattito in radio con quelli di sinistra che dicono "il problema è un altro" e altri che dicono "il merito è importante". Addirittura ho sentito una discussione sulla valenza diseducativa che avrebbe il principio della premialità individuale. Che notizia è quella che i primi tre delle Olimpiadi a livello nazionale fanno dei corsi estivi residenziali? In quelle della Fisica si fa ben altro senza scomodare questo "profumo di merito". Mi pare la discussione sulla borsa ai 100 e lode: prima si creano le condizioni per non darla mai (o quasi), poi la borsa viene tassata, ... nella mia vecchia scuola conveniva partecipare alle borse interne sponsorizzate da noi: c'era meno burocrazia, c'erano più soldi e il riferimento era la nostra scuola con le sue specificità e livelli.

 
05/06/2012 - Analisi lucida (Chiara Esse)

Ringrazio Giovanni Cominelli per la lucidità della sua analisi. Il ministero in carica continua a deludere. Il "Decreto merito" si presta a tanti di quegli abusi da essere suscettibile letteralmente di un ribaltamento. L’essenza della sua pochezza è il suo stesso presupposto: l’idea che il merito debba essere calato dall'alto mediante "incentivi" che in realtà distorcono e si prestano ad abusi. Lo stato interviene, come sempre, incentivando abusi vantaggiosi per i più disinvolti. Lo stato fa ciò che non dovrebbe fare e le fa male: dovrebbe limitarsi a rimuovere gli ostacoli che cristallizzano la società, mantenendosi rispettosamente ai margini, senza drogare il gioco. Il nostro stato riesce ad essere al contempo debole o latitante (basti considerare le sanatorie con cui abdica, in questo caso sì, al ruolo che gli è proprio) e asfissiante, intervenendo, male, dove non gli compete. Il merito non si cala dall’alto: una società dove ognuno deve camminare con le proprie gambe diventa per forza di cose meritocratica; in una società statalista i soggetti accreditati presso lo stato rivendicano ognuno dei vantaggi, indebiti, danneggiando tutti gli altri.