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SCUOLA/ Tre idee per fare i concorsi "salvando" precari e i nuovi Tfa

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3. Garantire periodicità dei concorsi. La regolare biennalità degli stessi è promessa da ogni ministro che si insedia a Viale Trastevere, ma mai mantenuta. Questo perché c’è il veto del Mef. Propongo da tempo una soluzione normativa che tolga al Mef il potere di veto solo per il numero di docenti che vanno in pensione. Questo accorgimento garantirebbe la copertura automatica del turn-over. Lasciando alla volontà politica e alle disponibilità finanziarie contrattare con il Mef la scelta di assumere una quantità ulteriore di docenti per accelerare l’esaurimento delle graduatorie.

Questi i principi generali che consentirebbero a mio avviso di affrontare l’emergenza precariato tenendo conto delle esigenze di tutti i soggetti deboli del sistema: i docenti e gli aspiranti tali, gli studenti e le loro famiglie; soggetti spesso messi uno contro l’altro da una cattiva politica o da un sindacato e un apparato ministeriale troppo attenti a difendere rendite di posizione.

Con lo stesso spirito suggerisco per l’immediato che qualora il Miur indicesse un concorso prima che venga ultimato il percorso del Tfa che parte quest’anno, debba essere prevista la possibilità per chi ha passato le preselezioni di luglio di accedere al concorso con riserva, evitando così a queste persone la beffa di perdere questa opportunità per i ritardi e le colpe di un’Amministrazione poco capace di coordinare i tempi delle proprie azioni.

 



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