BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ESAME DI STATO 2012/ La versione di greco? Ecco l'"algoritmo" vincente

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Tipico errore di impostazione è, per esempio, non tenere conto del tempo: ci si illude che la prova sia infinita, che ci si può soffermare quanto si vuole su un passo difficile. Non è così. Non  commettete l’ingenuità di incagliarvi in un punto e bloccarvi troppo tempo. È meglio proseguire e cercare dal “co-testo”, cioè dalle altre parti del testo, informazioni per risolvere il punto complesso. A questo scopo è utilissimo individuare “strutture parallele” del testo, stando molto attenti alla lettura del docente o alla propria. Chiunque abbia avuto a che fare con le lingue classiche, sa che i testi hanno una struttura formale molto costruita. Spessissimo i periodi sono formulati per “cola” (cioè strutture) ripetuti. Se ho in inizio periodo genitivo-nominativo-participio-indicativo, è probabile che la medesima struttura venga ripetuta, magari elidendo un elemento ovvio (nell’esempio il predicato all’indicativo).

Prima di tradurre occorre poi avere chiara la struttura morfosintattica, non per riproporla nella traduzione (normalmente l’ordine delle proposizioni scelto dall’autore è il più efficace), ma per non perdersi nel testo. Può capitare che ad un nominativo in prima riga del testo si leghi un accusativo in terza riga, con altre parti in quinta riga e finalmente il predicato in sesta riga! Non si tratta di maledire l’autore che certo non pensava all’esame di Stato di duemilacinquecento anni dopo quando stava scrivendo! Bisogna accettare la caratteristica letteraria, elaborata dei testi pervenuti.

È ovvio che per potere realizzare quanto detto è indispensabile avere una solida conoscenza della morfologia e della sintassi elementare. Non riconoscere un aoristo passivo, non trovare un verbo in  “mi”, non individuare la funzione di una congiunzione è un deficit linguistico che si paga. Attenti soprattutto ai tempi verbali. C’è sempre un correttore scrupoloso che è sensibile all’“aspetto” verbale − oltre che alla successione dei fatti − e non tollera errori nei tempi.

Una questione che tormenta tutti gli studenti è: traduzione “letterale o libera”? Non mi sottraggo ad un  consiglio in merito. A volte la questione nasconde una verità: si invoca la traduzione libera perché non si è riconosciuta la struttura morfosintattica. Quindi la mia indicazione è: il più possibile mantenete la struttura morfosintattica, ma traducete in italiano! Normalmente la commissione esaminatrice è composta commissario della materia (quest’anno membro interno) e commissari esterni, tutti dotati di una traduzione autorevole di riferimento. Se il titolare della materia è più attento ai dati “tecnici” (costrutti morfosintattici), gli altri puntano soprattutto sulla resa in un buon italiano e sulla comprensione del testo.

Quindi occorre che la traduzione sia leggibile, scorra in buon italiano. Tutta la ricchezza di senso va “trasferita”. Operativamente: dopo avere approntato una traduzione “provvisoria”, controllate che sia sensata in italiano. Se qualcosa non si capisce è sicuramente sbagliato. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >