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SCUOLA/ Esame di Stato, le cattive illusioni di uno rito inutile

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Umane sono le ingiustizie di tanti insegnanti che rovinano con il loro modo di giudicare o di interrogare l’ultimo atto di uno studente di scuola superiore, umana è la capacità di tanti insegnanti che cercano di cogliere il valore di ogni candidato all’esame così che possa emergere nella sua particolarità. Per valutare c’è bisogno di uomini e donne che impegnino la loro sensibilità, che sappiano “sfondare” la struttura della loro disciplina per cogliere la tensione alla conoscenza che ogni studente o studentessa porta con sè. In questo modo l’esame di Stato sarebbe affidato alla libertà di insegnanti che possono viverlo come occasione per sé, oppure come applicazione burocratica di un arido meccanismo. E tornerebbe ad essere una vera sfida.

 



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COMMENTI
02/07/2012 - esame di stato (Claudio Cereda)

Anche io ho tante insoddisfazioni, ma non mi pare che dipendano dall'esame. Piuttosto dalla scuola. Sono alla prima esperienza nel senese e dunque non posso giudicare (casi esaminati 1 e dunque niente inferenze statistiche). Spunti problematici: 1) mi pare che i licei siano un po' fermi. 2) quello che si vede all'esame è quello che la scuola ha fatto nei tre anni. 3) preferirei un esame con commissione tutta esterna e con commissioni più selezionate nella composizione e con più candidati. 4) occorre rivedere la struttura del documento del 15 maggio (così com'è è un rito-documento inutile). Comunque il confronto Lombardia-Toscana è interessante.