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SCUOLA/ Stellacci (Miur): Tfa e concorsi, ecco le novità

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La prima prova dovrebbe essere uno studio di caso, rappresentare insomma una situazione didattica definita da certe caratteristiche. Il candidato dovrebbe spiegare quali interventi metodologici e didattici ritiene più giusti per raggingere determinati obiettivi che saranno dati nel caso. La seconda prova sarebbe attitudinale, una lezione da tenere dando prova  delle competenze che ormai si richiedono al docente: specifiche, come l’utilizzo delle lingue e delle nuove tecnologie, ma anche relazionali e organizzative.

Invece il primo concorso, quello che dovrebbe essere bandito entro l’estate di quest’anno, come sarà?

Riservato agli abilitati, con prova preselettiva, prima prova scritta, prova orale, titoli. Insomma secondo le vecchie regole, anche se si cercherà di curvare le vecchie regole alle nuove esigenze. 

Un punto dolente: le graduatorie.

Le nuove regole diranno che le graduatorie dei concorsi valgono due anni, dopo di che, anche se non si fanno nuovi concorsi, quelle graduatorie vanno in soffitta. 

Lei è nella cabina di regia di una fase estremamente complessa e delicata. Qual è la sua opinione?

Credo molto in questo nuovo sistema che si sta delineando. L’istruzione oggi ha bisogno di dati certi. Innanzitutto, deve poter contare su lauree magistrali il cui accesso è a numero chiuso, anche se con una programmazione di posti molto più ampia rispetto a quella ipotizzata dal 249/2010. E' giusto che sia così, altrimenti penalizziamo la scuola. Insomma, io credo che regole di reclutamento precise e tornate concorsuali cadenzate non siano un ostacolo, ma la migliore garanzia per tutti coloro che avendo vocazione e motivazione, sono un patrimonio al quale il nostro Paese non può rinunciare.  

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
17/09/2012 - docenti di ruolo e tfa speciale (Anna Maria Elia)

Vorrei fare un appello ai nostri cari legislatori, al ministro Profumo e anche ai sindacati ai quali, mi pare, in tutto questo tafferuglio tra Tfa ordinari e Tfa speciali, sfuggano molti particolari. Naturalmente vanno salvaguardati in tale contesto, in assoluto, i diritti di molti docenti precari che con il loro operato contribuiscono al buon funzionamento del nostro sistema scolastico e, qui, non mi soffermo neanche a riflettere sulla legittimità della distinzione tra periodi di servizio continuativo e quelli di servizio non continuativo. Io ritengo che il servizio è servizio. Punto! Tuttavia il problema che intendo sollevare e che, mi pare, non sia stato assolutamente preso in considerazione è un altro. Io sono una docente con contratto a tempo indeterminato, con ben 32 anni di servizio alle spalle nella scuola primaria (da 6 anni in un CTP) che, da diversi anni, aspira a conseguire il passaggio di ruolo nella secondaria di I grado (lettere, restando nello stesso CTP). Come me credo che ce ne siano parecchi! Ma a quanto pare le nostre voci sono troppo fioche per poter essere udite o, probabilmente non alimentano un'agitazione tale da poter essere, se vogliamo, politicamente strumentalizzata. Ovviamente, pur detenendo una specifica laurea magistrale e non disponendo di un'abilitazione (sono abilitata in A036, cdc bistrattata). Spero ci sia consentito l'accesso al TFA riservato o a una integrazione o riconversione di abilitazione. Spero in un riscontro e ringrazio.