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UNIVERSITA'/ De Maio: alzare le tasse non serve a evitare i fuoricorso

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Assolutamente no. Gli esami vengono sostenuti a piacere dallo studente, non esiste alcun obbligo di modalità o di tempo. E' un circolo vizioso per cui chi è rimasto indietro con gli esami non segue le lezioni necessarie per prepararne altri. Fare un discorso basato sull'innalzamento delle tasse non serve a nulla. Occorre cambiare radicalmente tutto il sistema.

 

Come lo rivoluzionerebbe?

 

Prendendo esempio su alcuni punti dai licei: avviare una prima sessione durante l'anno, una supplettiva a settembre per chi non è riuscito a passare la prima, un po' come viene fatto per le scuole superiori. Chi non ha superato né l'una né l'altra è costretto a ripetere l'intero anno. Se entro due anni non si è a pari con gli esami si viene automaticamente espulsi.

 

Un metodo piuttosto severo...

 

Affatto. Per quale motivo queste regole vengono applicate alle scuole superiori e non possono essere contemplate durante gli anni universitari?

 

La laurea triennale non è servita a disincentivare il fenomeno degli studenti fuori corso?

 

Sulla triennale è meglio stendere un velo pietoso. L'intero concetto su cui si basa è totalmente sbagliato: di fatto, è stato “importato” un sistema completamente avulso dal nostro, quello anglosassone, senza che si facesse nulla per integrarlo. Il metodo organizzativo relativo alla vecchia laurea aveva comunque una sua coerenza.

 

Il ministro ha invitato gli studenti-lavoratori a scegliere il part-time piuttosto che il tempo pieno. Purtroppo, però, non tutti hanno le possibilità economiche per poter fare questa scelta.

 

Dipende dalle facoltà. Alcune hanno necessità di frequenza alle lezioni per la presenza di laboratori o perché vengono trattati argomenti particolarmente complicati, mentre altre possono tranquillamente essere portate avanti andando a lavorare. Sfortunatamente, però, il nostro sistema è ancora troppo rigido e disincentiva chi, per forza di cose, è costretto anche a lavorare. Andrebbe fatta una riorganizzazione completa.

 

Da dove occorre ricominciare?

 

Serve un ragionamento complessivo che parta dalla prima elementare in avanti, facendo una riflessione globale che racchiuda l'intero percorso formativo. Purtroppo, si tende a ragionare per compartimenti separati: ciò che serve, invece, è una visione di insieme. Ad esempio, la scuola media unica rappresenta un colpo al cuore al sistema formativo italiano perchè non permette una vera e propria selezione che aiuti le scelte future. Inoltre, non ci sono una selezione e una seria valutazione dei docenti, per non parlare della scarsa attenzione alle attitudini del singolo. Eppure, bisognerebbe partire proprio di qui per incentivare un processo di orientamento che renda consapevoli i giovani di che cosa possono aspettarsi dagli anni in ateneo. Il difetto del nostro Paese è considerare la formazione un mezzo per acquisire un titolo e non delle competenze: questo ragionamento, sfortunatamente, non funziona. 




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