BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Concorso presidi, così il Tar getta la Lombardia nel caos

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Con rabbia e costernazione dobbiamo registrare la pazzesca ma reale notizia di sospensione del concorso dirigenti in Lombardia a seguito della Sentenza del locale Tar di ieri sera che, diversamente da tutte quelle finora emanate dai vari Tar, invece che limitarsi ad ammettere con riserva i ricorrenti, ha bloccato l’intero concorso regionale.

Disal fin dall’inizio ha battagliato per convincere l’Amministrazione scolastica non solo ad emanare il concorso dopo otto anni di latitanza (in Francia il concorso a capo di istituto esce regolarmente ogni due anni) ma anche a seguire alcune procedure necessarie per evitare di incappare in ricorsi e sospensive, come l’esperienza siciliana aveva puntualmente insegnato. 

L’Italia statalista è ormai pervasa dai ricorsi e questa volta le conseguenze potrebbero essere gravi sia per chi si è impegnato ed ha superato le prove, sia per tutto il sistema scolastico.

Infatti se non si faranno le nomine dei dirigenti scolastici statali, dopo la riduzione delle sedi a causa del dimensionamento quasi 4.000 scuole (circa la metà attuale) avranno ancora il preside a doppio servizio. Nemmeno in Africa e nella generalità dei Paesi in via di sviluppo le scuole restano per anni senza capo di istituto.  

Questa volta l’elemento formale centrale su cui ruota la sentenza del Tar Lombardia assume un aspetto che rasenta il ridicolo: violazione della regola dell’anomimato del concorrente a causa di buste con i dati degli stessi attraverso le quali pare si potevano leggere i nomi già prima della loro apertura. La procedura vuole che la commissione prima corregga gli elaborati e poi apra le buste con i nominativi corrispondenti.

Sull’aspetto tecnico della sentenza qualcuno ha già da eccepire: ma il Tar ha verificato che la violazione dell’anonimato è effettivamente avvenuta o piuttosto si è semplicemente fidato della segnalazione del ricorrente?

Siccome l’acquisto delle buste dello Stato avviene centralmente sulla base di gare nazionali, pare che l’argomento formale stia già facendo il giro dei ricorrenti in tutta Italia, dove si potrebbero avere a catena conseguenze simili.

Se le buste in questione sono leggibili in trasparenza,  il loro acquisto è stato fatto in ottemperanza al risparmio della spesa pubblica?

Miriadi di sentenze e notizie da battaglia ogni settimana hanno mostrato come attorno al concorso dirigenti scolastici statali (come accaduto anni fa in Sicilia) sono ruotate pressioni e inefficenze di ogni genere.

Non si può scusare in alcun modo la malattia nazionale dei ricorsi ad ogni costo, né giustificare ad ogni costo i suoi “untori”: si tratta di una vera e propria “malattia” ai diffusori della quale anche i sindacati in passato hanno insegnato molto.



  PAG. SUCC. >