BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UNIVERSITA'/ Cammelli (AlmaLaurea): le classifiche? Per ora sono impossibili...

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

foto Infophoto  foto Infophoto

C'è una discriminante che in pochi tengono conto: le differenze del numero degli occupati dei laureati presso atenei del sud rispetto a quelli del nord. A parità di classi di laurea, AlmaLaurea ha messo in evidenza che ci sono differenziali elevatissime che non dipendono dalla diversa capacità formativa dell'ateneo ma fanno riferimento al dinamismo del mercato del lavoro locale. E' naturale che, se al sud l'offerta di occupazione è molto meno elevata, non sarà raro trovare un ingegnere informatico disoccupato. Non a caso, nelle nostre graduatorie le differenze percentuali occupazionali arrivano a toccare differenze che si aggirano intorno al 22%. Manca, poi, anche un altro dato.

 

Quale?

L'anagrafe dei laureati per ogni università. Era già stata richiesta dall'allora ministro all'Istruzione, Letizia Moratti, nel 2004 sotto forma di decreto ministeriale per tutti gli atenei italiani. La stessa proposta è stata fatta due anni fa dall'ex ministro Gelmini ma nemmeno allora è stato fatto nulla. Se questo fosse avvenuto, oggi non saremmo nella condizione di ipotizzare numeri. Inoltre, il nostro Paese ha bisogno di eccellenze ma anche di far crescere generazioni scolarizzate. Mi spiego meglio: gli indicatori internazionali, come quelli che ci restituisce l'Ocse ogni anno, dicono che abbiamo una quota di laureati, nella popolazione fra i 24 e i 35 anni, di 20 su 100 mentre la media Ocse è di 38. E' ottimo che alcuni atenei si specializzino per formare eccellenze, ma l'Italia non ha bisogno solo dei “bomber” ma anche della squadra che ci giochi intorno.

 

Quindi?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >