BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Tfa, test assurdi per chiudere di nuovo le porte ai giovani

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Le domande che alcuni anni fa furono proposte per l’ammissione alle Ssis si rivelano ora ai nostri occhi di gran lunga più sensate e funzionali a una valutazione equa delle competenze dei futuri insegnanti di lettere, filosofia, matematica eccetera. Ci si poteva, alla peggio, ispirare a quel modello, piuttosto che produrre un obbrobrio come quello che è stato somministrato ai malcapitati candidati. A meno che qualcuno al Miur non abbia scientemente voluto restringere la via all’abilitazione dei giovani laureati italiani che si era improvvisamente “riallargata” grazie alla iniziativa di appellogiovani.it e alla raccolta firme dello scorso settembre. 

Insomma, il Governo con una mano ha dato e con l’altra (quella degli ideatori dei test “rischiatutto”) ha tolto. Pari e patta. Meno abilitandi (nuovi, giovani) ci sono, meglio è, qualcuno avrà pensato; ci saranno così meno concorrenti ai prossimi concorsi per l’immissione in ruolo e magari, nel frattempo, sarà anche pronto il decreto (ora in preparazione) che assicura l’abilitazione ope legis dei 70mila precari che non hanno superato a suo tempo le prove per entrare nelle Ssis e che già insegnano da 3 anni. Insomma, un quizzettone-muraglia non per valutare competenze, ma per abbassare il numero di nuovi giovani abilitandi/abilitati. Tragica mossa, per un Paese che dovrebbe avere a cuore la crescita e lo sviluppo! Per non parlare delle università che hanno predisposto i corsi per i Tfa e che si troveranno ora senza candidati. Che cosa faranno?

Già un anno fa, qualcuno ci diceva che la nostra battaglia non sarebbe servita a niente, che ci avrebbero pensato i test a ridimensionare gli ampliamenti di posti ottenuti. Sembravano voci, sono diventate realtà.

Se poi consideriamo, come ultimo dato, che alla fine del lungo e costoso percorso (tre prove e un anno di tirocinio, circa 2.500 euro tra test e tirocinio pratico) non si arriva alla cattedra, ma si consegue una semplice abilitazione, ecco che trovano più che un fondamento le lettere anonime di “sfogo” dei reduci della prima prova, pubblicate su orizzontescuola.it: «Ieri ho svolto il Tfa per spagnolo. Non ho parole: ho studiato, comprato libri, fatto simulazioni. Sono anni che insegno... volevano farmi sentire una nullità? Bene ci sono riusciti», e un altro rincara la dose: «Direi che tutti noi ci sentiamo raggirati e umiliati». 

Uno Stato contro la società ha vita breve e reazioni come questa sono comprensibili e saranno sempre più diffuse: se le istituzioni del nostro Paese (Stato centrale e ministeri in testa) continueranno a prendere in giro i cittadini, perderanno ogni giorno credibilità, alimentando sempre più la sfiducia e dando spazio al grillino e al demagogo di turno.

Ecco, il Miur sembra essere riuscito ad infliggere il danno più grave: mortificare lo slancio ideale, la passione, la capacità di sacrificio di tanti giovani e meno giovani che, in un Paese dove l’insegnante non ha particolari riconoscimenti né dal punto di vista economico né da quello sociale, hanno ancora il desiderio e la tenacia di tentare questa difficile strada. Questi giovani oggi sono vessati e derisi dall’esito di test senza né capo né coda, letteralmente perversi. Un’ennesima beffa. Ministro, tra la giusta serietà e l’assurda presa in giro alla quale abbiamo assistito, c’è un abisso. Possiamo solo assistere attoniti?



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
26/07/2012 - Nihil sub sole novi (Franco Labella)

Non ho elementi per accettare o confutare la tesi di Magni su test predisposti per "tagliare" aspirazioni ed entusiasmi. Dico solo che la storia si ripete. Come con i test di preselezione per il concorso per dirigenti scolastici. Insomma cambiano i Ministri ma non sembra ci siano cambiamenti sostanziali nei momenti gestionali. Non so nemmeno se Amafinio sia essenziale per valutare lo stato di preparazione dei candidati, ma mi piacerebbe leggere le valutazioni che hanno spinto l'estensore della domanda a formularla. Si chiamerebbero trasparenza e principio di responsabilità. Purtroppo la reazione piccata di Profumo (studiate di più invece di far polemiche) nella querelle sulla versione di latino ai recenti esami di Stato non lascia ben sperare. E quindi temo che la chiusa di Magni sia l'unica possibile anche se non lascia molte speranze.