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UNIVERSITA'/ La crisi farà pulizia delle facoltà "inutili"

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Proprio nell'ultimo anno si è registrato un aumento degli iscritti agli istituti professionali nell'ordine del 3% e dei tecnici dell'1,5%. E' la prima volta che assistiamo ad una crescita positiva poiché sino all'anno scorso ci sono stati cali continui. Anche i corsi professionali delle regioni hanno subito un incremento nelle iscrizioni: purtroppo, però, manca un supporto finanziario. Se ottenessero fondi necessari, direi che questi ultimi potrebbero persino raddoppiare. Questo va a discapito dei ragazzi che, seppur desiderosi di ottenere una qualifica professionale, sono costretti a ripiegare su altre attività.

 

Qual è, invece, la situazione degli istituti professionali?

 

Nonostante la riforma e il boom di iscritti nell'ultimo anno, gli istituti professionali risultano carenti perché la parte di laboratorio non è sufficiente: sei ore alla settimana sono davvero poche.

 

L'incremento di studenti nelle professionali significa, quindi, che è superato il preconcetto che siano istituti di serie B?

 

Speriamo che ciò avvenga. Nella cultura italiana c'è una sorta di razzismo che considera il liceo come l'unica scuola capace di dare un certo valore formativo e culturale. L'istituto tecnico è appena accettabile ma il professionale è, per la concezione italiana, una sottocultura: a torto, è ancora considerata un'opzione per chi non è forte negli studi.   




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