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SCUOLA/ Nella chimica, la "ricetta" contro l'omologazione culturale

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Vorrei chiudere con osservazione personale, che ho esplicitamente messo in chiusura della mia breve comunicazione − in cui ho proposto un rinnovamento della didattica che riparta dal passato, quando la chimica era viva, fresca ed alla moda. Nella scuola italiana di oggi, e ancora più in quella di domani, oltre il 90% degli studenti (cominciando da quelli liceali) non ha diritto a vedersi di fronte un docente di chimica che abbia una approfondita e certificata formazione universitaria in chimica. Un’assurdità contro cui da anni si leva inutilmente la voce di tutto il mondo chimico italiano: accademia, professionisti, imprenditoria. Con quali prospettive, possiamo immaginare. 

E non servono a consolare le lodevoli eccezioni dovute a coscienza e buona volontà di  alcuni docenti, come quelli del liceo “Leonardo da Vinci” di Treviso che − unici! − hanno portato un folto gruppo di loro studenti a Roma perché esponessero un loro elaborato, sottoponendolo all’attenzione della “commissione d’esame” più qualificata del pianeta.

 

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COMMENTI
27/07/2012 - "Volontà politica"? (Sergio Palazzi)

Borrielli è sempre ben documentato e, in effetti, il mio "90%" va leggermente corretto rispetto a quando avevo preparato il documento per ICCE. Anche per meccanismi contingenti: l'unica scuola - fuori dagli istituti tecnici industriali - in cui ci fossero da sempre molte ore di chimica insegnate da un chimico erano gli istituti d'arte. Meritoria e gloriosa categoria di scuola professionale, spesso anzi artigianale, in cui la chimica aveva un ruolo finalizzato alla comprensione e realizzazione del manufatto; che è "uno" degli scopi tipici della chimica - l'unica scienza che dà il nome ad una industria! Dal momento che gli ISA sono stati "promossi" (?) a Licei Artistici, ecco che, casualmente, in un tipo di liceo l'insegnamento si trova affidato ai chimici. Volendo fare i precisi, potremmo stare a contare quanti e quali insegnamenti di altri indirizzi dovrebbero essere logicamente affidati ad un chimico, cominciando dal 5° anno di "tecnologie" per l'indirizzo biotecnologico ambientale, ma non è questo il senso del discorso. Ciò che va rivisto è proprio la "volontà politica": quella che ha chiuso i validi Licei Scientifici Tecnologici obliterandoli in "scienze applicate", tanto per dire. Ma molti articoli che escono qui nella pagina "Educazione" stano a dimostrare che, nella migliore delle ipotesi, la volontà politica del legislatore è confusa e condizionata da troppi input che, con il futuro dei nostri ragazzi e del nostro Paese, hanno solo delle flebili attinenze.

 
26/07/2012 - Ma c'è la volontà politica di fare una "svolta"? (Michele Borrielli)

L’Autore scrive: “Nella scuola italiana di oggi, e ancora più in quella di domani, oltre il 90% degli studenti (cominciando da quelli liceali) non ha diritto a vedersi di fronte un docente di chimica che abbia una approfondita e certificata formazione universitaria in chimica”. Vorrei chiarire che negli istituti tecnici e professionali, dopo la riforma De Toni, questo non si verifica e non si verificherebbe in futuro, essendo l’insegnamento della chimica affidato ai soli docenti laureati in discipline chimiche della classe A013-futura A-25, sia nella normativa temporanea dell’ultimo triennio, che nelle bozze di nuove classi di concorso del 15/5/12. È nei Licei, presenti e futuri, che si verifica e che si potrebbe rinnovare tale situazione, se ad essa non verrà posto rimedio. L’Autore continua: “Un’assurdità contro cui da anni si leva inutilmente la voce di tutto il mondo chimico italiano: accademia, professionisti, imprenditoria. Con quali prospettive, possiamo immaginare”. Su questo sono perfettamente d’accordo, le conseguenze per il futuro scientifico e tecnologico del Paese, se si continuasse a tener fuori dai Licei la classe di concorso A013-futura A-25, come nelle bozze di classi di concorso del 15/5/12, sarebbero disastrose. E la soluzione non è né inattuabile né difficile da trovare, vedasi ad esempio in http://www.chimici.it/cnc/fileadmin/doc/avvisi/20111012_definitiva.pdf. Ma c’è la volontà politica di fare una “svolta epocale”, a vantaggio dei Liceali e del Paese?