BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Le due Italie? Una studia, l'altra copia

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Anziché considerare sic et simpliciter il voto conseguito da ciascuno studente nel primo quadrimestre in italiano e matematica si è preferito esaminare la differenza di tali voti da quello medio di classe. Il risultato così ottenuto è più indicativo del livello di preparazione dello studente poiché si elimina, almeno in parte, l’effetto dei diversi criteri di valutazione dei singoli docenti. L’analisi condotta sui voti, considerati come appena indicato, mostra un considerevole legame con i risultati delle prove Invalsi. Ciò indica in modo chiaro che il timore che le rilevazioni misurino cose totalmente diverse rispetto a quello che è la prassi quotidiana nella scuola non trova vero riscontro nel dato empirico. Se la correlazione tra i due dati è così rilevante − è lo è −, vuol dire che ciò che misurano le prove standardizzate e ciò che misurano gli insegnanti sono costrutti che si guardano direttamente negli occhi.

Torniamo alla divaricazione geografica e ai dati del Mezzogiorno. Essi non sono omogenei. Per quale motivo?

All’interno delle regioni del Mezzogiorno sono ben individuabili due gruppi: il primo è quello che all’incirca ricalca l’asse ionico-adriatico, rappresentato da Abruzzo, Puglia e Basilitata. Sono regioni che in molte prove hanno risultati in linea con la media nazionale. Le altre regioni, principalmente Calabria, Campania e Sicilia e − anche se con dinamiche diverse − Molise e Sardegna, hanno invece risultati nettamente inferiori alla media nazionale. Tre regioni di questo secondo gruppo, ossia Calabria, Campania e Sicilia, fanno rilevare l’esistenza di problemi anche nella conduzione delle prove, come i più classici casi di cheating (comportamenti opportunistici, ndr); altre, come la Sardegna, non fanno cheating ma mostrano risultati molto bassi. Più del 75% degli studenti della Sardegna sono sotto la media nazionale in matematica.

Nel contesto degli esiti complessivi misurati dalle rilevazioni, come incide il cosiddetto background familiare?

Ha un peso e sarebbe improprio negarlo, ma non è naturalmente l’unico elemento che concorre alla spiegazione dei risultati. Vi sono per esempio aree del Paese con un background socio-economico e cultuale non particolarmente favorevole ma con risultati in miglioramento, mentre altre regioni, come Lazio e Liguria, mostrano risultati non così buoni come ci si dovrebbe attendere da un background socio-culturale nettamente più favorevole rispetto a quello di aree più svantaggiate.

La comparazione dei dati Invalsi con quanto avviene a livello internazionale può dirsi un miraggio?

No, e sul punto stiamo lavorando. Abbiamo già iniziato a mettere in atto nuove procedure per fare ulteriori progressi sotto questo aspetto. In ogni caso, a patto di usare una certa cautela, alcuni confronti di tipo orientativo, non strettamente tecnico, sono possibili. In altri termini, mentre le rilevazioni nazionali Invalsi si riferiscono ad una classe determinata − come la II del II ciclo d’istruzione (la seconda superiore, ndr) −, i dati Pisa si riferiscono ad una classe d’età, quella dei 15enni, ovunque essi siano; in realtà, questi due risultati si parlano: le distribuzioni sono molto simili, sia in termini di ordinamento relativo sia di divari nella distribuzione.

Ci faccia un esempio.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
27/07/2012 - devastazione (Alberto Consorteria)

Articolo interessante. La devastazione di cui parla l'articolo in un certo passaggio emerge ancora di più se si considera che il così detto esperto di educazione intervistato non è in grado di usare la parola "copiare", "copione", ma sia costretto a usare "cheating". Se questo è l'esperto, se questo è il valutatore... siam messi bene....