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SCUOLA/ Il "quiz" da risolvere per riportare i ragazzi a imparare

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Nel momento in cui l’attenzione si è spostata dalla dimensione politica a quella educativa, dalla scuola come strumento di una politica alla scuola come strumento al servizio del giovane, emerge un dato: non l’uguaglianza (dei contesti, delle proposte, ecc.), ma la differenza è in realtà in grado di condurre verso l’equità (unicuique suum tribuere).

Un mutamento di prospettiva così radicale non può essere l’esito di una riforma legislativa, ma solo di un mutamento culturale, e non solo in chi nella scuola opera. Per riprendere il filo di una critica che non si accontenti di denunciare le mancanze, che pure sono molte e pesanti, occorre ripartire dalle persone, scelta questa che, per incidere sulla realtà, necessita di soggetti disponibili a muoversi su due distinti scenari, tra loro non separati ma complementari.

Il primo di questi scenari riguarda la cultura professionale dell’insegnante che deve uscire dalle strettoie in cui è da quasi due generazioni costretta, ossessivamente orientata a una didattica chiusa tra conoscenza disciplinare (sì, anche alla scuola primaria e presto anche alla scuola dell’infanzia) e tecniche della comunicazione didattica. Occorre superare questa situazione favorendo la rinascita nell’insegnante di una cultura pedagogica che accompagni e dia senso al suo essere insegnante. Anche se l’azione propriamente definita come didattica rappresenta certamente il momento operativo centrale dell’insegnamento, essa non esaurisce la responsabilità dell’insegnante. Dalla sola didattica infatti non sono identificabili le ragioni per cui si opera e gli obiettivi che si intendono perseguire, i soli in grado di far emergere e mantenere nel tempo un effettivo interesse del giovane per la sua condizione di allievo-studente.

Riportare sostanzialmente l’esigenza di dare unità all’esperienza scolastica alla sola dimensione organizzativa, come è avvenuto con la creazione di funzioni “speciali” che si affianchino a quelle tradizionali dell’insegnante (figure di sistema, ecc.), rappresenta una riduzione (mortale?) della prospettiva delineata. Ovviamente anche questa scelta può far parte di un progetto di cambiamento della scuola, ma la creazione di figure di sistema ha senso solo se rappresenta l’adattamento dell’organizzazione a una scuola che si misura con la domanda che in essa esprimono studenti e corpi sociali ed espressione quindi di una concezione più ampia della professionalità docente. Diversamente essa non rappresenta altro che un’ulteriore burocratizzazione di un sistema che già ora di burocrazia sta morendo.

Occorre in altre parole - ed è questo il secondo scenario - che ogni scuola acquisti in prima persona la disponibilità e la capacità a interrogarsi e a dare risposte a una situazione che la vede sempre più in difficoltà sia nel far fronte alla domanda di conoscenza che tocca le giovani generazioni (oramai tutte orientate a cercare le risposte alle loro domande in altri mondi il più possibile lontani da quello della scuola), sia nel proporre ragioni non formali che giustifichino la condizione specifica di vita propria della scuola e che per questo devono essere riconosciute partendo dalla condizione che l’allievo-studente è chiamato a vivere.

Nessuno in questo momento rimpiange la pedagogia di Stato insita nei tradizionali programmi ministeriali. Se è giusto che sia finita occorre però che il vuoto lasciato possa essere riempito da una proposta pedagogica in grado di sostenere un percorso tanto grande, lungo e significativo quanto quello che la scuola oggi propone (esige?) a tutti i giovani. Diversamente, al di là delle intenzioni, il vuoto sarà riempito da una prospettiva sostanzialmente nichilista, anche se mascherata dalle esigenze della funzionalità. Come è però possibile che il vuoto venga riempito da una prospettiva positiva se non si creano le condizioni perché questo avvenga? E della difficoltà a individuare le condizioni necessarie tutti hanno responsabilità vera e reale: la politica, l’amministrazione, la cultura “alta”.



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