BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Morcellini: sono i docenti l'anello debole tra pc, giovani e scuola

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Gli insegnanti mostrano spesso delle resistenze culturali nei confronti del fatto che un pieno e virtuoso utilizzo delle tecnologie porti con sé un riassetto dei ruoli della mediazione. Il docente sembra quasi spaventato dal fatto che i ragazzi possano essere più bravi di lui con le competenze tecnologiche. L’insegnante non dovrebbe assolutamente spaventarsi di questo perché le competenze tecnologiche dei giovani portano i loro frutti solamente se c’è un adulto significativo che ricuce e fornisce quelli che abbiamo chiamato “link mancanti”, vale a dire tutto ciò che non c’è nel contenuto delle tecnologie. In questo un adulto può fare molto e probabilmente la scuola dovrebbe fare molto di più.

 

Nella ricerca si parla di emergenze educative. Qual è quella più allarmante?

 

Senza dubbio quella che può portare alla creazione di una frattura faticosa sia dal punto di vista pratico ma soprattutto simbolico tra le attività che il ragazzo svolge a scuola e quelle che invece svolge durante tutto il resto della giornata. Non sempre l’utilizzo della tecnologia si traduce in un utilizzo virtuoso ma comunque la tecnologia esiste e nella scuola invece manca. Il giovane vive quindi in una sorta di “doppio mondo” ma ritengo inconcepibile che nel luogo in cui uno studente apprende gli strumenti anche per essere un cittadino ci sia un contatto così limitato con le tecnologie. Questo crea inoltre un’altra emergenza educativa: se non c’è un adulto significativo che accompagna nell’utilizzo alla tecnologia il giovane, quest’ultimo farà da solo, con tutti i rischi che ne conseguono.

 

(Claudio Perlini)

 

 

 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.