BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Fioroni: Tfa, non basta un appello per salvare la "cultura"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Giuseppe Fioroni (Infophoto)  Giuseppe Fioroni (Infophoto)

Sì. Il decreto che avevo fatto con Fabio Mussi (decreto cosiddetto dei 25 punti, per l’accesso alle facoltà a numero chiuso, ndr) andava in questa direzione. Ma è stato stoppato dalle potenti lobbies di turno.

Cosa pensa della vicenda dei test preselettivi del Tfa?

Penso che la vicenda dei quiz sia scandalosa, e che prima ancora del nozionismo ci sia da domandarsi come si fa una commissione di esperti. Poiché il numero chiuso ce lo chiede l’Europa, allora lo Stato cosa fa?, ricorre a formalismi che possano darci la garanzia di essere immuni dalle tentazioni o dalle storture che tante volte abbiamo visto realizzarsi. Ma le selezioni serie non si ottengono con i formalismi, bensì con un cambiamento culturale che porta al rispetto del merito. 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
17/08/2012 - Contraddizioni, disinformazione e pressapochismo (Chiara Esse)

"Ma l’anomalia da risolvere sta nel fatto che coloro che prendono la laurea triennale e superano lo stop del numero chiuso alla magistrale, debbono poi sostenere al termine del quinto anno un ulteriore esame per essere ammessi al tirocinio. Occorrono sette anni per fare il docente". L'ex ministro ed io non soltanto viviamo in due paesi diversi, ma disponiamo anche di due differenti versioni del DM 249: nella mia, la riforma a regime prevede un percorso 3 + 2 + 1 = 6, con un solo esame per rientrare nel numero chiuso posto prima del biennio; non so dove Fioroni abbia preso la sua, ma è spuria... "il problema è che questi 100 non hanno alcuna certezza di poter entrare nelle facoltà a numero chiuso." Per fortuna non hanno alcuna certezza: si chiama equità! Nessuna a garanzia a nessuno e pari opportunità per tutti, trasmettendo il messaggio che impegnandosi, davvero, ce la si può fare. Ci sono scuole e università che devono interrogarsi, invece di pretendere che gli accessi ai corsi si conformino al loro stile valutativo, che si ricalibrerà soltanto se sollecitato da un adeguato sistema di incentivi/disincentivi. "Anzi, mi ritengo...la raccomandazione in tasca": passaggio fondato su presupposti fallaci e intrinsecamente contradditorio: Fioroni non supererebbe un test di logica elementare. Come il test, per carità discutibile nelle sue concretizzazioni, purché si faccia salvo il principio della selezione equa e meritocratica, agevoli la raccomandazione, non è dato sapere.

 
17/08/2012 - Umanisti italiani 2 (Chiara Esse)

DOPO la mancata copertura dei posti disponibili (in qualche caso non è stato ammesso nessuno) l'universo accademico UMANISTICO (in particolare la fetta legata alle sedi dove si sono registrati i risultati peggiori) si è ridestato dal torpore e ha lasciato scivolare fuori dalla turris eburnea il proprio manifesto. Constatato l'indegno pasticcio ministeriale e ribadita la deplorazione, non si può comunque non interrogarsi: non sarà che questi umanisti si sono risolti ad esprimersi quando hanno cominciato a sentire minacciato il proprio particulare o forse addirittura il proprio status? Gli 'intellettuali' dove sono stati fino ad oggi? Quale è stato il loro contributo intellettuale concreto e in chiave pragmatica all'atteso ripristino del canale abilitante? Dove si possono leggere i loro contributi, i loro suggerimenti, le loro raccomandazioni, redatti prima della débâcle, sulla concezione e l'impostazione della prova preselettiva?

 
17/08/2012 - Umanisti italiani 1 (Chiara Esse)

Il test a risposte multiple era previsto anche per accedere alle Ssis. Anche allora c'erano quesiti demenziali e ipernozionistici, e c'erano pure gli errori. Che cosa è cambiato allora con il Tfa? Il test è finalmente nazionale (maggiore equità e possibilità di controllo; il dibattito - comprese le polemiche, pretestuose o fondate - è espressione di democrazia) e per fortuna è stata introdotta una soglia, che si applica su scala nazionale (o si è idonei o non lo si è: l'idoneità non può essere relativa ad una sede o ad una tornata). Il test può essere elaborato bene o male; il rodaggio di quello della prima edizione del Tfa è stato pessimo. Canfora oggi si interroga sulla Stampa circa l'opportunità di sostituire la prova preselettiva con altre prove, come una composizione di italiano, una traduzione dal greco o dal latino. All'illustre accademico deve essere sfuggito che tali prove, indubbiamente più raffinate (ma anche più discrezionali; non è azzardato supporre che, se le avessero adottate, le uni non avrebbero lasciato posti vuoti, e neppure avrebbero escluso "i propri": l'università italiana condensa ed esalta i peggiori vizi italici), sono previste DOPO quella preselettiva. Oltre a sparare bordate il professore dovrebbe spiegarci come adottare CONCRETAMENTE tali tipologie gestendo l'enorme numero dei candidati: nel mondo reale occorre essere pragmatici, SE si vogliono risolvere i problemi.

 
17/08/2012 - Ipocrisia: non facciamo finta di essere norvegesi (Chiara Esse)

Le urtanti parole di Fioroni grondano ipocrisia (forse non viviamo nello stesso paese). Il voto di diploma non rispecchia affatto il grado di preparazione del candidato, ma è emblematico dell'eterogenità dell'Italia, sviluppata in senso latitudinale ma non soltanto (i criteri sono eterogenei persino a livello rionale e di istituto). Se esaltare, cristallizzare e consacrare le storture e continuare ad incentivare il lassismo e a penalizzare i virtuosi è il suo antidodo alla raccomandazione, beh... Fioroni "non capisce come può uno studente ricevere una preparazione specialistica all’insegnamento - ed essersi magari laureato con lode - ed esser poi ritenuto inidoneo al tirocinio". A parte la pseudoargomentazione capziosa (nei corsi tradizionali - gli unici oggi esistenti - non si riceve una preparazione specialistica all'insegnamento), nessun aspirante (compresi quelli laureati con lode, che non sono tutti comparabili: bisogna farsene una ragione) ad alcuna professione (non soltanto l'insegnamento) è ipso facto idoneo: occorre superare una selezione, concetto da metabolizzare nell'italietta delle sanatorie. Il brutto e depolorevole pasticcio ministeriale riguardo al Tfa sta aprendo una breccia ad un gattopardismo per il quale nella decadente Italia odierna non c'è più spazio. Le prove, che sono necessarie, bisogna saperle preparare. Concentriamoci su questo. Quelli che possono contare solo sulle proprie personali risorse non dovranno guardarsi anche da Fioroni, vero?