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SCUOLA/ Il Miur e l'enigma del "piacere"

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Sarebbe ingeneroso attribuire agli estensori della bozza la responsabilità di una visione culturale che supera di gran lunga i confini della scuola e dell’Italia stessa. In effetti, fin dall’inizio il documento attribuisce l’impostazione generale alle direttive «europee» che, come è noto, hanno un loro punto qualificante nell’educazione «per competenze». Certamente tale impostazione è perfettamente coerente con un’evoluzione economica globalizzata, in cui le abilità necessarie si limitano sostanzialmente ad istruzioni per l’uso (complesse quanto si vuole), mentre il ruolo della ricerca (inevitabilmente alimentata da una «conoscenza per la conoscenza») diventa sempre più appannaggio di piccole élites, operanti in pochissime nazioni. Queste direttive sono sì «europee», ma resta da chiedersi se abbiano qualcosa a che fare con l’Europa e il suo spirito. 



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