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SCUOLA/ Berlinguer: il concorso per 12.000 docenti? Era l’ora…

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Dobbiamo, anzitutto, prendere atto del fatto che, per i laureati, le possibilità di accesso all’insegnamento si sono ridotte a causa del calo del numero di studenti. Contestualmente, tuttavia, si è verificata una serie di incidenti di percorso che il ministro Profumo pare intenzionato a risolvere.

Lei sa bene, per esperienza, che un concorso costa allo Stato molti soldi. Secondo lei ci sono le risorse necessarie?

Ci devono essere. Si tratta di una spesa fisiologica. Se non ci sono i soldi, che si trovino risparmiando altrove. Sarebbe come asserire che non sussistono le risorse per pagare gli stipendi pubblici o le pensioni.

Il governo ha anche approvato il nuovo regolamento del sistema nazionale di valutazione che integra Invalsi, Indire e ispettori del Miur basandosi su un mix di autovalutazione delle scuole, valutazione esterna e piani di miglioramento. Cosa ne pensa?

Si trattava di un passaggio già previsto da tempo. In ogni caso, La valutazione va rigorosamente portata avanti. Senza di essa, infatti, nessuna istituzione può funzionare. L’alternativa, infatti, è rinunciare alla libertà e alla resaponsabilità in cambio di semplici licenze. 

 

(Paolo Nessi)



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