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SCUOLA/ Concorso, due proposte per non escludere (un'altra volta) i giovani

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Perché infatti “limitare la competizione” escludendo proprio i soggetti più giovani e che potrebbero risultare (almeno alcuni tra essi) anche tra i più “capaci e meritevoli? Occorre perciò innanzitutto consentire anche agli attuali abilitandi di iscriversi (con riserva!) al concorso, analogamente a quanto avviene per l’iscrizione ad alcuni concorsi per i dottorati di ricerca (a cui ci si può iscrivere anche prima del conseguimento della laurea).

Ovviamente tale iscrizione sarà sottoposta a una condizione sospensiva: infatti, se al termine del percorso del Tfa i candidati non risulteranno idonei e non conseguiranno perciò l’abilitazione, anche la loro partecipazione concorsuale verrà annullata. Ma, in caso contrario, proprio non si vede perché limitare una competizione che ha lo scopo di selezionare gli insegnanti più bravi e più giovani, escludendo fin da principio proprio coloro i quali avrebbero tutte le carte in regola per dare il loro prezioso contributo al mondo della scuola.

In secondo luogo, è necessario rivedere fin da subito i criteri per la valutazione dei titoli, ponendo l'accento sull'esito delle prove e dando minor peso al criterio dell'anzianità di servizio (che, non dimentichiamocene, rimane il criterio delle graduatorie ad esaurimento, ossia quello per assegnare la metà del totale dei posti disponibili). Tutto questo in attesa di una vera e propria riforma del nostro sistema di reclutamento…

Il ministro Profumo sta dimostrando di voler lasciare il segno sulla scuola con scelte coraggiose: prosegua fino in fondo alla strada intrapresa e non perda l’occasione per promuovere un vero rinnovamento.



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