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SCUOLA/ Compagnia delle Opere: dal concorso al Tfa, ai giovani non si può rinunciare

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Solo così questo primo step potrà selezionare i giovani che veramente hanno il desiderio e la passione per imparare ad insegnare. Analogamente, per il Tfa a regime sarebbe opportuno sganciare la programmazione degli accessi dal fabbisogno di posti d’insegnamento, legandola esclusivamente alla valutazione dell'offerta potenziale del sistema universitario.

Per quanto riguarda invece il sistema di reclutamento degli insegnanti, il ministro Profumo ha annunciato per quest’anno l’avvio di una procedura concorsuale per il 50% riservata alle graduatorie ad esaurimento: un fatto che non accadeva dal 1999 e che coinvolgerà migliaia di persone per un totale di 11.892 cattedre assegnate tramite concorso. Se, quindi, il ritorno ad una procedura che provi a valutare il merito delle persone e non solo l’anzianità di servizio è di per sé un fatto positivo, il sistema del reclutamento del corpo docente tramite concorso ha dimostrato, nella storia, di non essere quello più efficace.

Pertanto, fa sapere la Compagnia delle Opere, nel medio-lungo periodo è necessario riformare in profondità il nostro sistema di reclutamento, prendendo spunto dalle migliori esperienze già in atto a livello europeo: è sempre più urgente che lo statalismo e il centralismo cedano il passo all’autonomia e alla responsabilità di altri soggetti più vicini e attenti alle esigenze dei cittadini, permettendo agli istituti scolastici, anche collegati in rete, maggiore libertà di scelta e di selezione dei loro docenti; allo stesso modo è indispensabile un ripensamento dello status giuridico degli insegnanti, che non devono più essere considerati come dei funzionari/burocrati statali ma come maestri e liberi professionisti, valorizzandone impegno, merito e passione.

E' inoltre necessario consentire a coloro che stanno attualmente affrontando le prove selettive per i Tfa e coloro che parteciperanno ai Tfa speciali l’accesso, con riserva, alle prove concorsuali, in modo da non escludere i più giovani, che potrebbero risultare anche tra i più capaci e meritevoli. Oltre a questo, è necessario rivedere fin da subito i criteri per la valutazione dei titoli, ponendo l'accento sull'esito delle prove e dando minor peso al criterio dell'anzianità di servizio, che, non dimentichiamocene, rimane comunque il “criterio guida” delle graduatorie ad esaurimento, ossia quello per assegnare la metà del totale dei posti disponibili.



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COMMENTI
31/08/2012 - TFA (Khan Kubla)

Oggi è stata resa nota l'età media dei partecipanti alla selezione per accedere ai fantomatici TFA che avrebbero dovuto svecchiare la classe insegnante. Ebbene, l'età media degli iscritti divisi per classe di concorso non è mai inferiore ai 32,8 anni con punte di 40,33! Ora mi chiedo, la media dei docenti già abilitati nelle graduatorie ad esaurimento non è all'incirca analoga? Vorrei che l'incessante campagna pro-TFA, se proprio deve continuare, si basasse un po' più sui fatti e meno su ingenuità o, peggio, su interessi particolari perché si tratta della vita di migliaia e migliaia di persone.

 
29/08/2012 - Cosa direte all'esercito di abilitati SISS (Paolo D'Addario)

C'è un'esercito di reclutati e abilitati con le SISS in attesa di ottenere la cattedra. Non hanno forse rispettato un criterio di merito avendo superato un concorso per accedervi? Due anni di percorso sui banchi con obbligo di frequenza, migliaia di euro di iscrizione per poterle frequentare (senza includere i corsi di perfezionamento a pagamento per incrementare i punteggi in graduatoria al quanto discutibili) e alla fine del percorso nessuna possibilità di entrata (le SISS venivano istituite sulla base di posti vacanti e avrebbero dovuto garantire la cattedra alla fine del percorso come per altro avviene negli altri paesi europei). Ben venga l'apertura ai giovani ma non si può continuare a scavalcare chi comunque ha speso energie e sacrifici cambiando continuamente le carte in tavola. I criteri di selezione resterebbero gli stessi: concorso, quindi è pretestuoso dire che l'apertura a coloro che non hanno ancora concluso il TFA servirebbe a premiare i più meritevoli, valendo esattamente per questi ultimi gli stessi criteri fino ad oggi utilizzati.