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SCUOLA/ Un prof: non abbiamo bisogno del concorso di Profumo

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Si obietterà che il governo vuole mettere in cattedra solo docenti di provata capacità. Ma a parte il fatto che basterebbe visionare e valutare il curriculum di quelli che già insegnano e dopo anni di precariato immetterli in modo stabile nella scuola, la beffa delle beffe è che, fatto il concorso, per stabilire i nuovi organici, il prossimo anno, il ministero attingerà per metà alle liste dei vincitori del concorso e per metà alle graduatorie ad esaurimento. Chi ci capisce qualcosa, chi capisce il senso recondito di una simile operazione alzi la mano e ce lo spieghi. A questo punto sarebbe logico attingere solo alla lista dei vincitori del concorso. Attingere anche all’altra significa continuare a dare dignità e valore alle graduatorie ad esaurimento, ammettendo il valore e la preparazione di chi è già in graduatoria.

Quello che sta accadendo è gravissimo e fa davvero specie che siano in pochi a gridare allo scandalo. Ripeto: una politica scollata dalla realtà è un disastro. Si stanno umiliando persone che hanno lavorato con entusiasmo e con vera competenza. E senza una vera ragione, a meno che non si vogliano ipotizzare delle manovre per favorire qualcuno, per pagare debiti a gruppi di potere.

Che quello che è drammaticamente evidente venga sottaciuto, che il valore delle persone venga calpestato e disconosciuto è qualcosa che dovrebbe quanto meno indignarci tutti. Se non lo facciamo, è perché anche noi siamo ormai scollati dalla realtà. E non è davvero un buon segno.

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COMMENTI
31/08/2012 - “i migliori insegnanti possibili” (Vincenzo Pascuzzi)

A mio parere, gli studenti hanno già “i migliori insegnanti possibili” anche in relazione alla situazione reale e concreta esistente nella scuola, ivi incluso il trattamento retributivo indegno e ridicolo che lo Stato riserva agli insegnanti stessi!

 
31/08/2012 - D'accordo! (Gianni MEREGHETTI)

D'accordo! Quindi facciamo una bella battaglia perchè si trovino modalità per valorizzare chi sa insegnare, perchè gli studenti abbiano i migliori insegnanti possibili. Io non credo alle graduatorie, tanto meno ai concorsi, bisognerebbe creare delle scuole in cui si impari ad insegnare andando dietro a dei maestri, questa sarebbe la risposta ad una questione che rimane dentro logiche di casualità. Bisognerebbe fare come si faceva una volta, tornare a quel metodo così semplice e concreto, quando erano gli studenti a chiamare i professori che stimavano e da cui sapevano di poter imparare. Noi invece siamo figli di una logica che continua ad attribuire allo stato la scelta degli insegnanti e sarà difficile uscirne. Almeno facciamo in modo che i criteri siano educativi, che si metta al centro il bene degli studenti. Del resto perchè mai c'è la scuola?

 
30/08/2012 - Abbiamo perso la ragione (Paolo D'Addario)

Si invocano merito e capacità e si pretende di rispondervi utilizzando gli stessi criteri fino ad ora utilizzati, per di più trattando come zavorre di cui liberarsi chi di diritto ha vinto dei concorsi e ha frequentato le SISS. Proviamo a pensare ad un nuovo sistema di reclutamento che non può essere improvvisato rispettando chi per essere in coda nelle graduatorie ad esaurimento dopo aver vinto un concorso ed essere stato 2 anni sui banchi con obbligo di frequenza (SISS) ha sacrificato tempo, energie e soldi impegnandosi e dando il meglio di se nelle supplenze annuali o occasionali. Allora perche non pensare a: 1) limitare in entrata il numero dei potenziali docenti 2) selezionare non solo sulla base di test (incapaci di rivelare le qualità per fare l'insegnate) ma attreverso prove multiple scritte ed orali oltre che attidudinali per rilevare le capacità e l'attitudine al lavoro di insegnante 3) aprire prepensionamenti anticipando il ritiro di qualche anno per favorire l'ingresso di nuovi insegnanti 4) rendere più flessibili le graduatorie lasciando libertà di iscrizione su tutto il territorio nazionale (come per altro accadeva un tempo) eccessivo turnover? basta imporre un periodo minimo di permanenza nella provincia/regione...si potrebbe continuare all'infinito con proposte intelligenti che rispettino tutti senza discriminare continuamente cambiando le carte in tavola.

 
30/08/2012 - Nessun discredito nei confronti di nessuno! (Gianni MEREGHETTI)

Mi spiace che il signor Pascuzzi equivochi ma non c'è nessuna intenzione da parte mia portare discredito a chi ha lavorato in questi anni come precario, mi guardo bene dal giudicare il lavoro di altri, e conosco bene il disagio e le difficoltà di tanti bravi insegnanti che lo stato ha usato e poi gettato, come del resto il signor Pascuzzi penso converrà a riconoscere che con il TFA si sono commesse tante, troppe ingiustizie. Bisogna venirne a una se no continuerà questa logica del colpo al cerchio e alla botte che è solo controproducente e aggiunge ingiustizia a ingiustizia. Fosse per me io toglierei il ruolo e farei diventare l'insegnamento una libera professione, ma capisco che questo oggi sia impossibile, per cui bisogna da una parte sanare tanto mal fatto e dall'altro permettere ai giovani di entrare finalmente nella scuola ad insegnare. Io suggerirei di partire dal bene degli studenti, bisogna scegliere i migliori insegnanti per loro, così che crescano nella conoscenza. Questo io suggerisco, graduatorie, abilitazione, concorso devono essere strade per rispondere ad un diritto, quello che gli studenti abbiano i migliori tra gli insegnanti. In questo senso ho solo voluto annotare che lo scorrimento delle graduatorie non lo ha sempre garantito, come gli assurdi test del TFA. Pensare ad un concorso che abbia lo stile di quei test fa accapponare la pelle!

 
30/08/2012 - "il criterio dell'anzianità" (Vincenzo Pascuzzi)

1) Domanda D. Salerno: “Siamo sicuri che il criterio dell'anzianità sia il più appropriato?” Destinatari naturali della domanda sarebbero stati governi e ministri che dal 1999 non hanno indetto i concorsi. Cerchiamo comunque di rispondere, dopo aver chiarito che non si tratta di anzianità anagrafica ma di servizio. La domanda non ha risposta univoca perché vorrebbe confrontare due situazioni diverse: da una parte, la preparazione teorica universitaria (anche 110 e lode) con nulla o poca esperienza di insegnamento e, dall’altra, la preparazione teorica (magari a suo tempo meno pregiata e ora un po’ obsoleta) unita a pluriennale esperienza di insegnamento. Considerando l’anzianità pluridecennale dei precari storici, propendo statisticamente per la seconda situazione. Ma è solo la mia opinione. 2) Ultimo concorso nel 1999, se fossero stati biennali, di concorsi se ne sarebbero svolti 6 (e con meno dei 200mila concorrenti ora previsti). Chi è in Gae da tempo avrebbe potuto partecipare a tutti e 6, i “giovani” solo a 1 o 2. Allora i precari in Gae sono stati privati di 4 o 5 possibilità rispetto ai “giovani”, i primi, che hanno dovuto passare le “forche caudine”, risultano perciò svantaggiati rispetto ai secondi (anche se certamente non per colpa di questi). 3) D’accordo con i diritti dei “giovani” e con quelli “degli studenti ad avere dei buoni insegnanti”, ma osservo che il ministro attuale non ha presentato (lo farà il 24 settembre?) una valida soluzione strategica complessiva.

 
30/08/2012 - In merito al concorso (daniele ferrari)

Mi sembra che l'equazione giovani = bravi insegnanti più motivati - sia perlomeno ingenua, e comunque non colga nel segno il problema della scuola italiana. Inoltre dato che (almeno io) non so come sarà organizzato questo concorso non posso dire se sarà in grado di selezionare i migliori docenti. Caso non voglia, inoltre, che anzianità e titoli contribuissero al punteggio finale... Ma questo concorso creerà (come nel 99) un'altra graduatoria parallela o si svolgerà ogni anno a seconda dei posti?

 
30/08/2012 - “è una difesa ad personam”?! (Vincenzo Pascuzzi)

Posso sbagliare, ma mi sembra ingenerosa e gratuita l’osservazione “è una difesa ad personam” rivolta da G. Mereghetti a G. Zappa. Non so se quest’ultimo è di ruolo o ancora precario. Se lo fosse, avrebbe ben diritto ad entrare finalmente in ruolo a 48 anni e con una ventina di precariato. Riguardo all’espressione ”ad personam”, conviene osservare che è propriamente attribuita (con senso negativo) se descrive una realtà di privilegi indebiti e ingiusti (ci sono stati casi ....); diventa una fragile astuzia dialettica se - al contrario - viene riferita a situazioni svantaggiate e discriminatorie come quelle patite dai precari c.d. storici. Sacrosanti i diritti dei giovani, ma questi non vanno realizzati o rivendicati a scapito di altri, degli ex-giovani. Non si sana una ingiustizia con un’altra, maggiore o minore che sia. Poi i “giovani”: andrebbe finalmente definito chi sono e quando smettono di esserlo. “Profumo vuole difendere tutti”? Forse e nelle intenzioni, ma non nei fatti. Il pre-annuncio di un bando di concorso non è stata una scelta felice. Infine non dimentichiamo che l’attuale situazione di ingolfamento di aspiranti docenti a t.i. va ascritta agli effetti, sinergici e perversi, dei tagli della Gelmini e a quelli del prolungamento dell’età pensionabile a 67 anni della Fornero. Molto probabilmente senza queste due genialate i precari sarebbero già stati assorbiti e non ci sarebbe contrapposizione tra giovani ed ex-giovani.

 
30/08/2012 - il meglio è nemico del bene (domenico salerno)

mi permetto di commentare per rafforzare le motivazioni esposte dal prof. Mereghetti. Il diritto principale da salvaguradare è quello degli studenti ad avere dei buoni insegnanti. Siamo sicuri che il criterio dell'anzianità sia il più appropriato? E' vero il concorso ha una serie infinità di limiti rispetto alla capacità di selezione dei migliori insegnanti ma sempre megllio della data di nascita. Anch'io preferirei un sistema dove i presidi siano più responsabilizzati potendo scegliersi gli insegnanti e contemporaneamente, le famiglie libere di scegliere la scuola attraverso un buono scuola, questo sarebbe il meglio nella realtà di oggi il concorso mi pare il bene possibile. Aggiungiamo che il concorso è l'unico modo per permettere l'accesso all'insegnamento ad una generazione intera di giovani che altrimenti dovrebbero passare attraverso le forche caudine di un precariato lunghissimo (la sua amica ne è stata vittima visto che l'ultimo concorso è stato nel 1999). Penultimo: il concorso sarà l'occasione per la sua amica di superare altri colleghi meno meritevoli che per meri motivi anagrafici hanno un punteggio superiore. In ultimo, mi perdoni l'irriverenza, ma il meccanismo del 50% dal concorso e 50% dalle graduatorie non è niente di nuovo, è semplicemente quello in essere ad oggi, e la ratio mi pare sotto gli occhi di tutti salvaguardare il diritto (minore a mio parere) degli insegnanti in graduatoria di avere un canale di accesso alla cattedra come promesso.

 
30/08/2012 - C'è bisogno di qualità! (Gianni MEREGHETTI)

Lei difende i precari e ne può avere tutte le ragioni quando è una difesa ad personam come la sua, io difenderei i giovani e anch'io penso di avere tutte le ragioni, il ministro Profumo, e forse lei non lo ha bene inteso, vuole difendere tutti, infatti vuole posti di lavoro per chi è inserito in graduatoria e contemporaneamente vuole posti di lavoro per i giovani. Se andiamo avanti di questo passo si genererà solo confusione. Proviamo a mettere dei punti fermi! Primo, in questi anni nella scuola è entrato di tutto, questo sono state le graduatorie! Sono entrati insegnanti validi ma nello stesso tempo insegnati poco capaci o scettici perché delusi dalla vita e costretti ad insegnare. Non si è mai valutato la qualità dell'insegnamento, si è entrati per scorrimento, così chi è di ruolo non si è mai sottoposto ad una verifica della sua qualità. Urge reintrodurre nella scuola la verifica della qualità dell'insegnamento. Secondo, con il concorso si crea per i giovani la possibilità di entrare nella scuola, e questo è positivo. Bisogna che il concorso sia fatto in modo puntuale, così che nella scuola accedano i migliori insegnanti che ci siano. E allora, TERZO, come conclusivo, la ragione delle procedure che si devono mettere in atto è una e una sola, è il bene degli studenti! Questo è il motivo per cui si deve mettere in campo un procedimento efficace e di qualità, è perchè gli studenti hanno diritto ad avere i migliori insegnanti, quelli che li fanno crescere in modo integrale.

 
30/08/2012 - Le Gae hanno dignità e valore (Vincenzo Pascuzzi)

Condivo e apprezzo l'articolo di Gianluca Zappa, forse va chiarita e rivista la frase: "A questo punto sarebbe logico attingere solo alla lista dei vincitori del concorso. Attingere anche all’altra significa continuare a dare dignità e valore alle graduatorie ad esaurimento, ammettendo il valore e la preparazione di chi è già in graduatoria". Infatti chi sta nelle Gae è di sicuro abilitato, ha superato almeno un corso-concorso, insegna da anni (anche più di 20), gli è stato "promesso" il ruolo. Aggiungiamo che, con il pre-annuncio (ballon d'essai?) del concorsone, Profumo ha fatto una mossa azzardata, prematura, incauta, da dilettante, ha dimostato scarsa professionalità e poco merito come ministro. Oppure ha dovuto subire ed esaudire pressioni provenienti da qualche ambiente?