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SCUOLA/ Insegnare in inglese? Sì, ma senza dimenticare l'italiano…

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Ci sarebbe una soluzione davvero bella, cioè rispondente alle pretese di ragionevolezza che la realtà pone. A scuola si apprenda l’inglese dell’uso comune. All’università si insegni pure nell’inglese disciplinare, senza trascurare seminari, dibattiti ecc. in italiano. È importante sviluppare entrambe le due lingue. Ancora più importante, però, è l’apprendimento dell’italiano. In tutti i corsi di laurea, soprattutto nei politecnici, sono assolutamente necessari corsi di lingua, cultura e letteratura italiana per italofoni. Occorre ripensare l’edificio della nostra accademia, inserendo un insegnamento umanistico non solo per ogni anno di corso di laurea, ma anche per dottorandi e persino per docenti. L’esame non dovrà svolgersi in modo convenzionale, ma secondo il metodo dei certami o concorsi a premi, che del resto nacquero proprio per favorire le arti. Coltivare una sensibilità umanistica aiuta il professionista a comprendere il mondo. Introdurre lo studio dell’italiano in ogni corso di laurea è forse l’unico modo per conservare la nostra lingua e la nostra cultura. Accanto all’inglese.



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COMMENTI
31/08/2012 - promuovere l'italiano è da italiani fieri (francesco taddei)

sempre su queste pagine si raccomandava di sostenere la promozione della lingua italiana all'estero su quelle che sono le nostre specificità, come per es. la lirica (o la canzone in generale, grazie ai nuovi licei musicali) la letteratura, l'arte e la religione (in modo che chi ha voglia di studiare giotto abbia voglia anche di venire in italia per imparare l'italiano) e se vi sono altri campi facciamoli presenti.