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SCUOLA/ Alcuni consigli ai prof. per gestire lo stress da lavoro

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Quale rischio comporta l’incompetenza dei dirigenti scolastici in materia?

Doverose alcune precisazioni sulla gestione e prevenzione della condizione psicofisica dei docenti (quasi dieci milioni) di ogni ordine e grado che lavorano nell’Unione europea. Indipendentemente dai sistemi scolastici nazionali, la categoria professionale degli insegnanti risulta la più esposta a malattie professionali correlate allo stress cui sono sottoposte tutte le helping profession. Non si ritengano immuni dal rischio di incorrere nella medesima “patologia” i dirigenti scolastici. C’è chi  prova ancora a fare gli scongiuri o a votarsi al santo protettore locale augurandosi di non ricevere alcune note mine vaganti provenienti da altri istituti. Nell’impossibilità di gestire il caso clinico divenuto ormai incapace di autodiagnosticare lucidamente la propria condizione di seria difficoltà, il malcapitato adotterà le strategie di difesa più consone alla sua percezione di vittima di complotti.  Alcuni di essi portano a  corredo della loro itinerante carriera professionale faldoni contenenti documentazione che scotta, ma che molti valorosi dirigenti scolastici si premurano di tenere lontano da sguardi indiscreti per non finire sui giornali. L’unica premura sarà quella di scaricarli al più presto! Questo è ciò che hanno appreso dall’ampia letteratura stampata durante il secolo scorso e dalla prassi tradizionale del sistema. Questione di metodo e di contenuti sui quali lavorare per una seria riflessione critica sull’esperienza. Sarebbe più utile  rileggere il capitolo “Elogio del preside” di Rino Cammilleri. Il suo libro “L’ombra sinistra della scuola. Memorie frustrate di un insegnante secondario” ed. Piemme, 2002 pare scritto per destare dal torpore chi si occupa di salute e sicurezza nell’ambiente di studio e lavoro che molti  frequentano per anni e, a volte, vi restano tutta la vita. Ne facevo cenno ad un insegnante di scuola media superiore, che mi raccontava le sue perplessità circa gli interventi del Ds, (dis)informato secondo schemi obsoleti e privi di logica, ma rinvigorito nella sua attività dal recente decreto Brunetta.

Riporto uno stralcio della lunga e interessante comunicazione:

…Vorrei chiedere un parere sulla mia attuale situazione all'…di…, istituto nel quale mi ritrovo ad insegnare da quattro anni, dopo averci insegnato circa vent'anni fa. Attualmente io mi trovo ad essere oggetto delle attenzioni del dirigente scolastico, responsabile del…della zona nonché ex-sindacalista del…: tanto per fare un esempio tra i tanti il suddetto…, in quest'anno scolastico, ha iniziato ben tre procedimenti disciplinari nei miei confronti, conclusisi, grazie alla mia volontà di non farmi distruggere, in pratica con un nulla di fatto (la sanzione della censura, che è la minima e non comporta sospensione dall'insegnamento). Il suddetto… era riuscito negli anni precedenti a farmi infliggere due sanzioni, che adesso sto impugnando al giudice del lavoro.”



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