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SCUOLA/ Formazione insegnanti, difficoltà di avvio e dati su cui riflettere

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Alcuni insegnanti in una foto d'archivio (Foto: Infophoto)  Alcuni insegnanti in una foto d'archivio (Foto: Infophoto)

Di segno differente il dato sulle Ssis. "La decisione di sospendere le Ssis è stata presa senza che ci fosse una valutazione scientifica dei risultati", afferma dalle pagine del Corriere della Sera il direttore della Fondazione,  Andrea Gavosto, facendo un bilancio complessivo della ricerca. "Ci interessava capire quale fosse la valutazione di chi le ha frequentate (i corsi di Laurea in Scienze della formazione primaria e le Ssis, ndr) e fra i docenti delle superiori non è negativa".

Parole in linea con i rilievi pubblicati nel volume-documento “Formazione degli insegnanti in Italia: tra passato e futuro”, edito da Liguori a fine 2010[viii], che raccoglie le testimonianze di chi, docenti universitari, docenti della scuola, specializzandi e collaboratori, ha operato nelle scuole di specializzazione. “E ancora, una valutazione positiva sulle Ssis è stata espressa da insegnanti che avevano già l'abilitazione e le hanno frequentate per scelta. Il loro giudizio? «Un imprevisto ma positivo esercizio di formazione in itinere»” (Corriere della Sera, 29.7.2012, p. 16).

Parole pesanti vengono espresse nell’intervista sul lavoro della commissione nominata a luglio 2008 dall'allora Ministro: "Dopo le Ssis la commissione incaricata di riprogettare la formazione ha puntato molto sulla preparazione disciplinare. Peccato che adesso gli insegnanti ci dicano che conoscere la materia non basta, vorrebbero imparare anche ad insegnarla". 

In verità l’introduzione della relazione finale del gruppo di lavoro, nella sua ultima versione del febbraio 2009, recepiva l’importanza della preparazione metodologica, ma chi ha seguito i lavori di quel gruppo sa bene che era chiara fin dall’inizio l’intenzione di segnare una marcata rottura con l’esperienza precedente e che si puntava con decisione a riqualificare la preparazione disciplinare, individuata quindi come vero punto debole da rafforzare. Valutazioni che, si dice oggi - come qualcuno disse anche allora - furono fatte senza dati obiettivi a disposizione.



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