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SCUOLA/ Aprea (Regione Lombardia): caos presidi, serve un altro concorso

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Valentina Aprea (InfoPhoto)  Valentina Aprea (InfoPhoto)

Noi ci siamo già mobilitati e siamo in stretto contatto con l’ufficio scolastico regionale per l’assegnazione delle reggenze delle scuole con posto vacante ad altri dirigenti: purtroppo quasi ogni dirigente di ruolo dovrà avere una o più scuole in reggenza, ma al momento non vi è altra soluzione. Certo è che questa situazione non potrà essere che transitoria, perché dirigere un’istituzione scolastica è un lavoro impegnativo. Si consideri che in Lombardia abbiamo lavorato in questi anni per avere istituzioni scolastiche ampie, con un numero medio di 950 studenti e molte sedi territoriali, perché, oltre ad aumentare l’efficienza del sistema, si rafforza il ruolo della scuola autonoma nei confronti dei propri interlocutori. Istituti di questo tipo, con oltre cento dipendenti, necessitano di un dirigente competente e presente. Non subiremo passivamente: abbiamo già invitato per giovedì prossimo l’ufficio scolastico regionale, i sindacati, le rappresentanze dei dirigenti scolastici e delle famiglie per condividere soluzioni e creare un osservatorio permanente che monitori la situazione e prospetti eventuali azioni da mettere in campo a livello regionale e nazionale.

Lei è d'accordo con il presidente Formigoni che chiama in causa la mala gestione del Ministero e chiede più poteri alle Regioni?

Le gravi responsabilità per situazioni fuori controllo nella gestione del ministero sono ormai all’ordine del giorno: dalle domande sbagliate alle prove di ammissione al Tirocinio formativo attivo (Tfa), agli innumerevoli ricorsi presentati su questo concorso in diverse regioni. Ormai il ministero ha dimostrato di non essere più in grado di gestire un sistema così complesso. Bisogna portare il governo della scuola su ambiti territoriali regionali, più vicini alle reali esigenze delle persone ed avere il coraggio e la capacità di innovarlo. Regione Lombardia ha il sistema scolastico con i migliori risultati d’Italia, ma rischiamo di perdere questo primato se restiamo bloccati da una gestione burocratica ed inefficiente dipendente da Roma. Abbiamo dimostrato a sufficienza di avere le caratteristiche di buon governo, efficienza e competenza per una piena responsabilità sulla scuola pubblica. Sia ben chiaro, non vogliamo sostituire ad un centralismo romano un centralismo regionale: la nostra intenzione è valorizzare al massimo l’autonomia scolastica, vero perno del sistema. La scuola ha bisogno di essere liberata dai lacci burocratici che le impediscono di esprimere appieno il proprio potenziale.

La soluzione dei presidi-reggenti che, vista la situazione, si moltiplicheranno durerà sino alla fine dell'anno scolastico? Oppure potrebbe cambiare qualcosa dopo la sentenza attesa per il 20 novembre?



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